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Cultura in ostaggio a Matera: tra ricatti politici e mancanza di visione

Cosa sta succedendo nel Consiglio Comunale di Matera? L’ultima seduta ha messo a nudo una realtà preoccupante: la cultura, cuore pulsante della nostra identità e della nostra economia, viene usata come merce di scambio o, peggio, come bersaglio di una maggioranza senza bussola.

Insieme ai colleghi dell’opposizione, abbiamo presentato un Ordine del Giorno (ODG) per chiedere lo sblocco dei fondi dovuti agli operatori culturali e dello spettacolo dal vivo. Fondi certi, legati ai meccanismi CIPESS, che attendono solo di essere resi effettivi. La risposta? Una bocciatura che riteniamo politicamente gravissima.

Il “metodo” della maggioranza: un ricatto inaccettabile

In aula abbiamo assistito a uno spettacolo deprimente. In modo del tutto improprio, è stata collegata la discussione sull’ODG a dinamiche politiche estranee, come l’elezione della Presidenza del Consiglio comunale.

È inaccettabile e infantile questo sistematico ricatto politico: bocciare o far morire nelle commissioni gli atti dell’opposizione finché non si otterrà la poltrona della Presidenza. È una strategia ormai chiara, ammessa apertamente in aula: un atteggiamento immaturo che tiene in ostaggio i bisogni della città per meri equilibri di potere.

Tra “telefonate” e concezioni clientelari

Abbiamo ascoltato dichiarazioni che fotografano una visione distorta della cosa pubblica. Sentir parlare di “telefonare in Regione a qualcuno per richiedere i soldi” dimostra di non aver capito (o voler ignorare) che l’ODG non chiedeva favori, ma diritti. I fondi per la cultura non si ottengono per intercessione o pressione politica, ma attraverso procedure trasparenti e responsabilità istituzionali.

Fa sorridere, poi, che la maggioranza diventi improvvisamente allergica alle “interlocuzioni esterne” proprio ora, quando poche settimane fa era il Sindaco stesso a invitare le minoranze a “fare telefonate a Roma” per emendamenti alla legge di bilancio. Due pesi e due misure che danneggiano solo Matera.

La cultura non è “assistenza”

Il punto più offensivo è stato definire “assistenza” il sostegno pubblico alla cultura o insinuare che le associazioni sopravvivano grazie alle “inerzie” della politica. È un insulto a centinaia di professionisti che producono occupazione e valore sociale. Ridurre anni di progettazione a una forma di carità istituzionale significa ignorare la crisi di un settore che sta subendo tagli superiori all’80%.

Difendiamo il futuro di Matera

Matera, Capitale Europea della Cultura 2019 e futura Città Mediterranea della Cultura 2026, non può permettersi questa regressione. Voltare le spalle agli operatori culturali significa tradire la nostra storia recente.

Come consiglieri di opposizione, continueremo a batterci affinché la cultura non venga umiliata né trasformata in un bacino di consenso. La nostra città merita di più di una politica fatta di veti e piccoli calcoli di poltrona.

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