Senologia a Matera: solo annunci, pochi fatti. La sanità lucana non può essere “itinerante”

In questo mese di agosto ne sono state proclamate di cose, di risultati, di buone notizie. Ma non sempre ai proclami mediatici corrispondono i fatti e la realtà.
Mi riferisco alla notizia data in pompa magna a Ferragosto dall’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che ha annunciato la riapertura e l’operatività della chirurgia senologica all’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera tramite “l’istituzione di un’équipe chirurgica integrata e itinerante”.
Ecco, quella parola, “itinerante”, mi ha lasciato perplesso fin da subito. E andando a leggere gli atti, qualche ragione per esserlo emerge.
Di cosa si tratta davvero
L’operazione nasce da un accordo di collaborazione della durata di un anno tra ASM e IRCCS CROB di Rionero, con un’équipe chirurgica senologica integrata e itinerante tra i due presidi, coordinata dal responsabile della Breast Unit del CROB.
È una soluzione che può consentire di riportare gli interventi a Matera, e questo non può che essere accolto positivamente. Ma non possiamo confondere una soluzione organizzativa temporanea con la costruzione di un servizio strutturato e stabile.
La domanda, allora, è semplice: cosa succederà tra un anno?
E ancora: la Senologia riapre con quali medici? Sono confermate le professionalità che erano presenti quando il servizio era pienamente operativo? Quale sarà l’effettiva dotazione organica a Matera? Quanti interventi verranno effettuati? E quale sarà il futuro del servizio quando scadrà l’accordo?
Le pazienti oncologiche non hanno bisogno di un’équipe che va e viene tra Matera e Rionero. Hanno bisogno di una sanità stabile, di medici presenti, di professionalità attratte e trattenute sul territorio.
Un ospedale che rischia di perdere professionalità
Il caso della Senologia non è un episodio isolato, ma il sintomo di un problema più ampio: la difficoltà del sistema sanitario lucano a garantire al Madonna delle Grazie di Matera personale e professionalità adeguate alle esigenze di un capoluogo di provincia e dell’intero territorio materano.
L’Azienda Sanitaria di Matera registra un gap di oltre 500 unità rispetto alla dotazione organica prevista, dopo una perdita di personale di dimensioni analoghe negli anni precedenti. Numeri che dovrebbero imporre una riflessione seria sulle politiche di reclutamento e soprattutto sulla capacità di attrarre e trattenere professionisti.
E non sono io a descrivere le difficoltà dell’ospedale materano. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Matera, Francesco Dimona, ha parlato pubblicamente di un ospedale “ridotto come un poliambulatorio”, mentre il Comitato per l’Ospedale ha denunciato criticità e carenze di personale in diversi servizi.
A questo si aggiungono le segnalazioni raccolte anche tra gli operatori sanitari sulle difficoltà di organico in specialità strategiche come Chirurgia vascolare e Neurologia.
Non sosteniamo che queste strutture non esistano: il punto è capire con quale dotazione di personale, quale effettiva operatività e quale capacità assistenziale siano oggi in grado di funzionare rispetto al passato.
Su questo chiediamo ad ASM e Regione di fare chiarezza pubblicamente: quanti medici sono oggi effettivamente in servizio? Quali sono le carenze di organico? Quali servizi sono pienamente operativi e quali invece funzionano con difficoltà o attraverso soluzioni temporanee?
Basta con gli annunci, servono le assunzioni
Non è possibile che un capoluogo di provincia venga progressivamente impoverito di professionalità, con servizi che per garantire la propria operatività devono ricorrere a soluzioni temporanee o a équipe che si spostano da un presidio all’altro.
Abbiamo bisogno di attrarre nuovi medici e di tenerci quelli che già abbiamo. Abbiamo bisogno di condizioni di lavoro stabili, di programmazione e di investimenti sulle professionalità, non dell’ennesimo tampone organizzativo presentato come una svolta storica.
Per questo, sulla Senologia, diciamo bene il ritorno degli interventi a Matera, ma ora vogliamo sapere quale sia il progetto per il futuro.
Perché, a noi risulta che la Senologia non tornerà semplicemente a essere quella che era prima della sospensione e, soprattutto, non è ancora chiaro se questa soluzione potrà garantire una continuità permanente.
Caro assessore Latronico, i materani non hanno bisogno di comunicati trionfali a Ferragosto. Hanno bisogno di medici, di reparti e servizi realmente funzionanti tutto l’anno e di risposte vere.
La sanità non può essere itinerante.
Domenico Bennardi
Consigliere comunale di Matera – Movimento 5 Stelle