Matera tra crisi politica e sfide mancate: il mio impegno per un’alternativa di valore
In una recente intervista nel programma “Oltre il Giardino”, ho avuto l’occasione di fare il punto sulla delicata situazione politica che sta attraversando la nostra Matera. Tra una maggioranza sempre più fragile e una programmazione culturale che rischia di restare una “passerella”, sento il dovere di condividere con voi alcune riflessioni sul futuro della nostra comunità.
La città di Matera si trova oggi di fronte a un bivio preoccupante. Le recenti defezioni all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Nicoletti non sono semplici episodi di cronaca locale, ma il sintomo di una profonda debolezza politica. Quando mancano i numeri in Consiglio e si fatica persino a eleggere la seconda carica della città, il Presidente del Consiglio, significa che il progetto amministrativo ha perso la sua bussola.
Come Movimento 5 Stelle, insieme alle altre forze di opposizione, abbiamo chiesto con forza un Consiglio Comunale straordinario. Non ci interessano i “governissimi” o le alleanze innaturali: la città ha bisogno di chiarezza e di un cronoprogramma serio, non di una ricerca affannosa di voti per sopravvivere un giorno in più.
Un altro punto che mi sta molto a cuore riguarda Matera 2026 – Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. È un progetto nato durante la mia amministrazione con l’obiettivo di rendere Matera un ponte di pace in un Mediterraneo ferito. Vedere oggi questo percorso trasformato in eventi calati dall’alto, senza il coinvolgimento delle 69 associazioni del territorio e senza un reale dialogo con il Consiglio, è una ferita per la democrazia partecipata. Avevamo proposto tavoli di co-progettazione e simboli forti, come l’intitolazione di parchi ai bambini di Gaza o ai temi del dialogo internazionale, ma la direzione attuale sembra preferire le passerelle romane alla sostanza del territorio.
Infine, lo sguardo deve allargarsi alla Basilicata. La politica dei privilegi, come dimostrato dalla recente vicenda dei vitalizi in Regione, allontana i giovani e alimenta lo spopolamento. Dobbiamo tornare a una politica fatta di valori e di coerenza: chi cambia “casacca” per interesse personale tradisce il mandato dei cittadini.
Matera merita di più. Merita una visione che metta al centro i parchi, le scuole, l’urbanistica e, soprattutto, la dignità di essere una capitale culturale che parla al mondo con i fatti, non solo con i comunicati stampa.