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Matera 2026 e il bando eventi: 5 giorni per presentare i progetti. Così si mortifica la partecipazione della città

La qualità della progettazione culturale non si improvvisa e la partecipazione delle nostre realtà territoriali non può mai essere ridotta a una sbrigativa formalità amministrativa. Con l’ultimo avviso del Comune di Matera, pubblicato l’8 ottobre con scadenza fissata già al 13 ottobre, l’amministrazione ha previsto appena cinque giorni per permettere alle associazioni e agli operatori culturali di candidare i propri progetti nell’ambito di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Una tempistica incredibilmente ristretta che mi ha spinto, insieme ai colleghi consiglieri Luca Colucci, Angelo Raffaele Cotugno, Vincenzo Santochirico e Marina Rizzi, a depositare un’interrogazione consiliare urgente indirizzata al Sindaco e all’Assessore alla Cultura.

Al centro della nostra contestazione non ci sono soltanto i tempi irragionevoli, ma anche una palese mancanza di coordinamento con la Fondazione Matera Basilicata 2019, che aveva già pubblicato un proprio avviso con lo stesso obiettivo e legato al medesimo titolo. Questa sovrapposizione rischia di generare confusione e disorientamento tra gli operatori e le associazioni locali, chiamati a districarsi tra procedure differenti e ad elaborare proposte complesse in tempi del tutto incompatibili con una programmazione culturale seria e di valore. Matera ha ottenuto un riconoscimento straordinario che avrebbe dovuto rappresentare una grande occasione di crescita strategica, coinvolgimento ed energia per l’intera comunità, e non l’ennesima corsa affannosa contro il tempo.

Attraverso la nostra interrogazione chiediamo quindi con fermezza al Sindaco e alla Giunta di spiegare le ragioni di una scadenza così ravvicinata e mortificante per il tessuto culturale della città, di concedere una proroga immediata dei termini dell’avviso per permettere a tutti di formulare al meglio le proprie proposte, e di chiarire perché Comune e Fondazione non abbiano definito per tempo una strategia condivisa e unitaria. Siamo ben consapevoli che l’amministrazione sia in ritardo sulla gestione di questo importante appuntamento, ma siamo ancora in tempo per rimediare. Il titolo di Capitale Mediterranea appartiene a Matera e a tutti i suoi cittadini, e deve valorizzare le competenze, le associazioni e il patrimonio umano del nostro territorio. Servono vera programmazione, ascolto e collaborazione, non iniziative dell’ultimo minuto, perché il nostro unico obiettivo è evitare che un’opportunità così preziosa per Matera venga indebolita da ritardi organizzativi e da scelte che rischiano di penalizzare la partecipazione dal basso.

Domenico Bennardi

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