Attività produttivePolitica e societàPolitica regionale

Il centro di formazione al Paip svenduto per una quota di affitto.

Mentre i riflettori internazionali si accendono su Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, ho la netta sensazione che l’Amministrazione Comunale stia già provando a spegnerli. E lo sta facendo nel modo peggiore: svendendo il futuro produttivo della nostra città.

Mi riferisco alla recente Delibera di Giunta n. 68/2026. Un atto che, purtroppo, sembra abbassare le luci su uno dei simboli più importanti della zona PAIP, proprio quando dovremmo spingere sull’acceleratore dell’innovazione e della formazione.

Dalle promesse del Teatro Duni alla realtà dei fatti

Appena pochi giorni fa, al Teatro Duni, alla presenza di Ministri e autorità europee, abbiamo ascoltato impegni solenni sulla centralità strategica di Matera nel bacino del Mediterraneo. Si è parlato di dialogo, ma anche di innovazione e sviluppo. Eppure, l’azione amministrativa reale sembra andare in direzione opposta: si concede il nullaosta per trasformare un Centro di Formazione Professionale – costato miliardi di vecchie lire dei cittadini (fondi FSE) – nella sede accentrata di un call center privato.

Dobbiamo ricordare che l’immobile è di proprietà della Provincia, ma insiste su un suolo dove il Comune detiene il 30% del diritto di superficie. Questo ci dà una responsabilità enorme sulla destinazione d’uso di quel bene.

Perché sono fermamente contrario?

La scelta della Giunta è priva di visione per tre ragioni fondamentali:

  1. Mancanza di visione politica: Accettare una “percentuale della percentuale” di affitto (il 10-12% del canone percepito dalla Provincia) in un accordo privato tra enti non è politica, è ragioneria. Un Comune deve pianificare lo sviluppo, non ridursi a fare il “sub-locatore” a caccia di provvigioni.
  2. Tradimento della storia e della funzione pubblica: Quell’immobile è nato per la formazione PUBBLICA dei nostri giovani e per fornire servizi agli artigiani. Trasformarlo in uffici blindati per un privato significa tradire l’idea originale e scippare il futuro alle nuove generazioni.
  3. L’alternativa esiste ed è ambiziosa: In coerenza con il titolo che la città ricopre per il 2026, lì dovremmo realizzare l’Hub Produttivo e Formativo del Mediterraneo. Un polo dove far convergere gli investimenti promessi dai Ministri per creare un Campus ITS di alta specializzazione o laboratori per l’artigianato artistico. Oppure, perché non offrirlo come sede formativa per il Centro Sperimentale di Cinematografia? Sarebbe la risposta concreta alla nostra vocazione di città del cinema.

Un appello alla responsabilità

Non era anche questo forse uno dei nostri “beni comuni” che pubblicamente promettiamo di gestire in modo partecipato, condiviso, regolamentato eccetera eccetera? Mi chiedo dove siano i consiglieri provinciali materani in questa partita, al momento stranamente silenti. Ma intanto, il Comune non può abdicare al suo ruolo di pianificatore.

Per queste ragioni, chiedo il ritiro immediato in autotutela del provvedimento. Matera non ha bisogno di uffici privati chiusi al territorio, ma di un cuore pulsante per l’innovazione e il lavoro dei nostri ragazzi. Non svendiamo il futuro per un canone d’affitto.


Domenico Bennardi Presidente della Commissione Urbanistica e Consigliere Comunale M5S Matera

Lascia un commento