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MATERA 2026: UN’INTUIZIONE VINCENTE CHE MERITAVA PIÙ CORAGGIO

In questo video torno a quel Consiglio Comunale di fine estate 2024. Dalle immagini si percepisce chiaramente lo scetticismo dei soliti consiglieri e i sorrisi di chi non ci credeva affatto. Eppure, nonostante le perplessità, abbiamo lanciato il cuore oltre l’ostacolo proponendo Matera come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Oggi quella sfida è diventata realtà: un risultato che mi riempie di orgoglio per tutta la nostra comunità e un’altra grande intuizione che rimette la nostra città al centro del mondo.

Ieri ho partecipato alla cerimonia inaugurale con sentimenti contrastanti. Ho preferito esserci per rispetto verso l’idea che abbiamo seminato, ma anche per capire come questa amministrazione stia gestendo un’occasione così preziosa. Purtroppo, il bilancio finale non mi ha soddisfatto. Nonostante la bellezza della preghiera per la fine del Ramadan, l’introduzione magistrale di Pietro Laureano, l’eccellenza della nostra Orchestra Sinfonica e un immenso Eugenio Bennato, ho percepito una distanza siderale tra il “palazzo” e la città. È singolare, ad esempio, notare come la Regione autorizzi i droni sulla Murgia solo per convenienza politica, mentre la gestione del Duni, tra freddo e rumori di cantiere, ha mostrato i limiti di una location che ha finito per escludere la partecipazione popolare.

Ritengo grave la selezione degli invitati. Abbiamo visto sfilare segretari di partito, dirigenti regionali e i soliti “amici”, mentre sono state colpevolmente dimenticate le associazioni culturali, il terzo settore e soprattutto le scuole. Il Sindaco ha ringraziato una rappresentanza di studenti che, francamente, in sala non ho visto: forse erano ex studenti? È mancata la voce delle comunità mediterranee presenti a Matera e, come giustamente osservato da Antonio Andrisani, la visione di una figura come Gigi Acito andava ascoltata e rispettata di più. Al suo posto abbiamo avuto la prevedibile passerella di ministri, con un Tajani come al solito imbarazzante e un Ministro della Cultura colpevolmente assente.

Ma il vero fallimento politico risiede nel silenzio sulla parola più importante: Pace. L’ho sentita pronunciare pochissime volte. Essere Capitale del Mediterraneo oggi dovrebbe significare chiedere il disarmo di un mare che sta diventando un cimitero, proprio nell’anno del record italiano nella corsa agli armamenti. Significa ribadire che Palestina e Israele meritano uguali diritti internazionali nel riconoscimento del proprio Stato, come abbiamo votato in Consiglio. Significa avere il coraggio di dire che il non intervento nelle folli guerre in Medio Oriente non è “codardia”, come ci accusa il Presidente degli USA, ma ferma volontà di rispettare il diritto internazionale.

Matera, prima città del Sud a ribellarsi al nazifascismo e patrimonio UNESCO, non può restare in silenzio davanti alle incursioni militari non autorizzate e alle scuole che diventano cimiteri di bambine. La storia della nostra città millenaria è segnata dai valori di tolleranza, resilienza e cura dell’altro. Ci voleva, e ci vuole tuttora, più coraggio per difendere i nostri valori e proporli come messaggi universali per tutti i popoli.

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