Politica e società

Cittadinanza onoraria Materana, le mie proposte alternative a Mel Gibson

Durante la Commissione Cultura di ieri 23 settembre 2025, si è discusso della proposta di conferire la cittadinanza onoraria di Matera a Mel Gibson.
È un tema che merita grande attenzione, perché il riconoscimento non è un atto formale, ma un segno del modo in cui la nostra città vuole raccontarsi al mondo.

Non si può negare che The Passion abbia dato a Matera una straordinaria visibilità internazionale, ma resto convinto che sia stata Matera a rendere grande il film, e non il contrario. Gibson scelse i Sassi non per farne una capitale culturale, ma perché il loro paesaggio universale ricordava Gerusalemme e i territori martoriati dalle guerre di ieri e di oggi. Matera era già nota e amata da registi come Pasolini, Rosi e Tornatore, e non ha bisogno di vivere di riflesso.

Allo stesso tempo non possiamo ignorare le ombre che gravano sulla figura di Gibson. Non parliamo solo delle sue posizioni ultraconservatrici, ma anche della sua condotta privata, segnata da episodi gravi di violenza domestica. È noto che l’attore abbia perso il porto d’armi per aver aggredito la sua ex compagna, e che sia stato reintegrato solo grazie all’intercessione di Donald Trump. Pensare di conferire la cittadinanza onoraria a una personalità così controversa, senza riflettere su questi aspetti, rischia di mandare un messaggio ambiguo, soprattutto in una città che vuole promuovere valori di civiltà, rispetto e inclusione.

Per questo, nella stessa Commissione, ho avanzato tre nomi alternativi o aggiuntivi, figure che incarnano concretamente valori di pace, diritti umani e solidarietà.

Il primo è Francesca Albanese, giurista italiana e Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967. È la prima donna italiana a ricoprire questo incarico. Le sue analisi e i suoi rapporti hanno dato voce a popolazioni colpite da conflitti e occupazioni, denunciando violazioni dei diritti umani e promuovendo la giustizia internazionale. La sua figura, oggi anche oggetto di attacchi e pressioni politiche, è simbolo di coraggio civile e indipendenza intellettuale. Conferirle la cittadinanza onoraria sarebbe un gesto di solidarietà e di pace, capace di affermare Matera come città della coscienza civile, non solo della bellezza monumentale.

Il secondo è Marco Rodari, conosciuto come “Il Pimpa”. Clown ed educatore, ha dedicato la sua vita a portare sorrisi ai bambini nelle zone di guerra: Siria, Iraq, Striscia di Gaza, Ucraina. Ha fondato l’associazione “Per far Sorridere il Cielo” e per il suo impegno è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica. Ho avuto il piacere di conoscerlo a Matera in occasione delle Giornate della Meraviglia: una persona umile, di grande umanità, che attraverso il gioco e la cura insegna a resistere al dolore e a non smettere di sperare. La sua cittadinanza onoraria testimonierebbe l’immagine di Matera come città che sa parlare ai più piccoli e ai più fragili, trasformando il sorriso in un atto di resistenza e resilienza.

Il terzo è Giorgio Antezza, 59 anni, originario di Matera e residente a Barzanò in provincia di Lecco, che convive con la SLA da due anni. Nel 2024 ha realizzato il sogno di tornare a camminare tra i Sassi grazie a una joëlette, una speciale carrozzina fuoristrada, e al sostegno di cittadini, volontari e dell’associazione Con Cuore Impavido. La sua camminata inclusiva, rilanciata anche dall’AISLA e dalle cronache nazionali, ha dato un’immagine nuova di Matera: non città cartolina, ma comunità viva, inclusiva, capace di affrontare le proprie sfide di accessibilità con coraggio e condivisione.

Queste tre figure, insieme, offrono un’immagine genuina e autentica della nostra città: non solo set cinematografico, ma luogo di pace, solidarietà, diritti umani e inclusione. È questo, a mio avviso, il messaggio che Matera deve trasmettere al mondo.

Infine, ho sollecitato l’assessore alla Cultura e Cinema, Simona Orsi, a vigilare affinché le riprese del film Resurrezione restino a Matera, il loro set naturale. Sarebbe gravissimo se una produzione di tale portata fosse dirottata altrove, danneggiando maestranze e professionisti del cinema locale, che da anni hanno costruito con sacrificio e competenza un settore vitale per la nostra economia culturale.

Matera deve continuare a guardare lontano, ma senza dimenticare chi è, cosa rappresenta e quali valori vuole trasmettere al mondo.

In foto da sinistra: Francesca Albanese, Marco Rodari e Giorgio Antezza

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