Ambiente e TerritorioBeni CulturaliMatera

Castello Tramontano e Ex Asilo Spine Bianche: beni comuni abbandonati. Che fine ha fatto la Comunità Patrimoniale?

Il Castello Tramontano non può e non deve continuare a essere semplicemente un monumento simbolo di Matera lasciato al degrado, al bivacco e all’assenza di un adeguato presidio.

È una ferita aperta per la nostra città. Per questo motivo ho deciso di presentare un’interrogazione formale al Sindaco e alla Giunta comunale: è fondamentale far luce e capire che fine abbia fatto il percorso della Comunità Patrimoniale e quali siano oggi le reali intenzioni dell’Amministrazione.

Il percorso della Comunità Patrimoniale: una visione interrotta

Nel luglio del 2024, quando ero alla guida dell’Amministrazione, con la Delibera di Giunta n. 291/2024 avevamo approvato le linee d’indirizzo e l’Avviso Pubblico per la costituzione della Comunità Patrimoniale. L’obiettivo era chiaro: attuare i principi della Convenzione di Faro per giungere a una valorizzazione e gestione condivisa del Castello Tramontano.

La risposta della città fu straordinaria. Oltre 20 realtà associative del Terzo Settore, cooperative e gruppi informali aderirono con entusiasmo, elaborando proposte concrete e progetti di fruizione e valorizzazione. Non solo: il progetto coinvolse istituzioni culturali ed educative d’eccellenza come l’Unibas e il Conservatorio Duni, mentre la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata confermò la necessità di istituire un Tavolo Tecnico permanente per valutare e accompagnare i progetti.

Oggi, tutto questo patrimonio di energie, idee e partecipazione rischia di essere vanificato e gettato al vento per la mancanza di atti conseguenziali.

La Comunità Patrimoniale rappresentava un’opportunità straordinaria per trasformare il Castello da semplice monumento “da cartolina” a bene comune realmente vissuto, attraverso una programmazione culturale e sociale condivisa. Non possiamo permetterci che, dopo tanto lavoro e tanta partecipazione, tutto rimanga bloccato in un cassetto.

Per questo ho chiesto formalmente all’Amministrazione:

  • Il Tavolo Tecnico con la Soprintendenza è mai stato convocato?
  • A che punto è l’esame delle proposte presentate dalle associazioni?
  • Quali sono i tempi certi per avviare finalmente la gestione condivisa?

Degrado al Castello e l’opportunità mancata di Spine Bianche

Le mie sollecitazioni nascono anche dalle continue segnalazioni dei cittadini e dagli articoli di stampa che denunciano condizioni crescenti di abbandono, sporcizia e mancanza di eventi nel parco e nell’area del Castello. Il monumento non può essere aperto solo per qualche sporadica iniziativa: ha bisogno di cura, presidio continuo e programmazione. La gestione partecipata con il tessuto associativo è la risposta, ma bisogna passare dalle parole agli atti.

Nell’interrogazione ho voluto riaccendere i riflettori anche su un altro spazio strategico per Matera: l’ex Asilo comunale di via Dante, nel Rione Spine Bianche.

Un immobile ristrutturato, destinato a Urban Center, che in passato ha ospitato importanti progetti di inclusione e che oggi risulta ingiustificatamente chiuso e inutilizzato, nonostante le tante richieste di gestione avanzate dalle associazioni locali.

Spine Bianche potrebbe riaprire domani mattina se venisse accolta la proposta che ho già formulato in Commissione: renderlo il primo modello cittadino di bene comune gestito secondo i principi dell’amministrazione condivisa.

Mi perdonerà il sindaco Nicoletti se questa gli apparirà come l’ennesima “litania funebre sulla nostra città e sui suoi gioielli”, come ha recentemente dichiarato alla stampa, ma trovo sia davvero difficile parlare di rigenerazione urbana, partecipazione e politiche giovanili quando poi gli spazi pubblici pronti e ristrutturati restano sbarrati ai cittadini.

Una nuova politica del patrimonio per Matera

Matera ha urgente bisogno di una politica del patrimonio culturale che non si limiti alla sola conservazione degli involucri edilizi, ma che sappia restituire i luoghi alla comunità, rendendola custode attiva e protagonista.

Lo abbiamo già dimostrato nei fatti con l’esperienza straordinaria di Santa Maria de Armenis: il Castello Tramontano e l’ex Asilo di Spine Bianche possono e devono diventare spazi vivi di cultura, socialità, educazione e partecipazione.

All’Amministrazione non chiediamo miracoli, ma risposte precise, tempi certi e interventi concreti. La città non può più attendere.

Domenico Bennardi
Consigliere Comunale M5S di Matera

Lascia un commento