Casa Cava e Cava del Sole: tra nervosismo e assenze, i fatti smentiscono l’assessora Orsi

La risposta nervosa dell’assessora alla Cultura, Simona Orsi, in merito al bando di Casa Cava ma desta forte preoccupazione sul piano istituzionale. Quando si risponde con i toni dell’attacco frontale a un consigliere comunale eletto, che ha anche l’onore di aver servito questa città come Sindaco, di fatto si palesa una profonda e amara consapevolezza della propria inadeguatezza nel gestire un mandato cruciale per Matera.
Entriamo nel merito dei fatti, che non si cancellano con i comunicati stampa. Orsi afferma che il nuovo bando garantisce visione e continuità. Eppure, basta riprendere la delibera di Giunta n. 162 del 16 giugno scorso per accorgersi di un vuoto assoluto: nel testo non vi è alcuna traccia di co-progettazione, nessun richiamo formale al coinvolgimento del Terzo Settore e men che meno alla proposta concreta dell’Onyx Jazz Club, ampiamente discussa e apprezzata in Commissione Cultura. Probabilmente l’assessora Orsi ignora questi passaggi per una ragione molto semplice: la sua frequente assenza dai tavoli della Commissione Cultura, che insieme al Consiglio rappresenta il luogo deputato in cui i consiglieri eletti definiscono gli indirizzi politici che la giunta dovrebbe eseguire. Proprio ieri, l’assessora ha preferito assentarsi dalla Commissione Cultura in cui si discuteva del destino di un altro contenitore strategico, il Teatro Quaroni.
Questa mancanza di partecipazione si riflette drammaticamente sul presente e sul futuro della città. Grazie alle intuizioni e al lavoro della mia passata amministrazione, Matera ha ottenuto il prestigioso titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Un traguardo storico che rischia purtroppo di essere celebrato senza entusiasmo, senza coinvolgimento reale e in totale contrasto con le linee di apertura della massima assise cittadina. A pochi mesi dall’inizio del 2026, la comunità materana è tenuta all’oscuro di quale sia la programmazione strategica per questo appuntamento. Avevamo chiesto di pensare ad un grande evento che rimanesse negli anni successivi, un forum internazionale sulla pace o un grande festival del mediterraneo. Al momento nulla.
Anche sulla Cava del Sole la narrazione dell’assessora Orsi viene smentita dai fatti. La mia amministrazione non ha “chiuso” la Cava del Sole; al contrario, l’ha riempita per anni di eventi e concerti di caratura internazionale, fermandosi solo davanti ai veti e agli ostacoli burocratici posti di traverso dalla Regione Basilicata. Oggi, dopo un anno di Amministrazione Nicoletti, qual è la realtà? La Cava non è affatto riaperta in pianta stabile come sbandierato ai quattro venti, non c’è un piano di gestione. È stata aperta un’unica volta il 26 settembre 2025 per un evento “Dj Time”, attingendo peraltro ai fondi di Matera Capitale Mediterranea senza una reale attinenza tematica, e poi è rimasta mestamente sbarrata per 10 lunghi mesi. Tutto questo nonostante l’amministrazione Nicoletti avesse pubblicamente assicurato una serie di eventi di avvicinamento a Matera 2026 proprio in quella sede. Dieci mesi di inerzia e promesse non mantenute.
La stessa inerzia si registra su altri fronti culturali. Abbiamo candidato e ottenuto per Matera la qualifica di “Città che legge” per il triennio 2024-2026. Un’opportunità straordinaria che questo assessorato ha completamente sterilizzato: non è stato organizzato alcun progetto strutturale, nessun percorso concreto con i presidi culturali e le associazioni del territorio. Ci si limita a eventi spot estivi, privi di un filo conduttore e di una reale visione d’insieme.
Infine, per il rispetto che si deve alle istituzioni e alla trasparenza verso i cittadini, ritengo sia opportuno che l’assessora chiarisca pubblicamente e in modo definitivo se abbia rescisso ogni tipo di rapporto professionale e societario con le aziende di organizzazione eventi attive sul territorio materano. È una questione di trasparenza amministrativa e di opportunità politica, finalizzata a escludere sul nascere dinamiche di potenziale conflitto d’interessi che la città non può permettersi.
Matera ha bisogno di una guida culturale che sappia ascoltare, programmare e valorizzare le migliori energie della città, non di un muro di gomma burocratico che replica alle critiche costruttive con la polemica scomposta.
Domenico Bennardi
