Le bugie hanno le gambe corte: la verità (carte alla mano) sull’abbattimento del pino di via A. di Francia

C’è un vizio antico in certa politica: quando non si sa come giustificare un errore o una scelta impopolare, si prova a scaricare la colpa su chi c’era prima. È quello che ha tentato di fare l’UDC (Unione di Centro Matera) in merito all’abbattimento del Pino di via Annibale Maria di Francia, parlando di “coerenza” e attribuendo la decisione alla mia Giunta.
Oggi, però, carte alla mano, siamo in grado di dimostrare che queste affermazioni sono menzogne deliberate. La cronologia degli atti amministrativi è chiara, oggettiva e non opinabile.
I fatti e le date: la prova del nove
L’Amministrazione da me guidata è caduta il 21 ottobre 2024. Tenete bene a mente questa data, perché tutto ciò che riguarda l’esecuzione del progetto “Corridoi Ecologici” e la decisione specifica su quell’albero è avvenuto dopo.
- 3 Dicembre 2024: La ditta incaricata (D.R.E.Am. Italia) trasmette al Comune il Progetto Esecutivo. Io ero già a casa da oltre un mese. È in questo elaborato (precisamente nella Tavola 2, foglio 7) che compare il pino di via di Francia.
- 30 Dicembre 2024: Viene approvato il Progetto Esecutivo con la DETERMINAZIONE RCG N° 3749/2024. A firmare è il Dirigente Oliveri, sotto una gestione amministrativa che non era più la mia.
- 4 Dicembre 2025: Viene effettuata l’aggiudicazione definitiva dei lavori alla società SICILVERDE SRL (con un ribasso del 27,998%) tramite la DETERMINAZIONE RCG N° 3533/2025, firmata dal Dirigente Angela Lisanti.
Di chi è la responsabilità?
È troppo facile intercettare finanziamenti importanti per la città (come abbiamo fatto noi nel 2021 per i “Corridoi Ecologici”) e poi, anni dopo, gestire i cantieri senza sensibilità ambientale e violando i regolamenti vigenti, dando la colpa a chi ha reperito i fondi.
Un progetto esecutivo può sempre essere emendato o gestito con criterio. Se l’attuale amministrazione e i suoi sostenitori (UDC in testa) avessero avuto a cuore i nostri Falchi Grillai e il Regolamento per il benessere animale (Art. 41), avrebbero potuto:
- Stralciare l’abbattimento dal progetto esecutivo approvato a dicembre 2024.
- Posticipare l’intervento a fine estate, evitando il periodo di ritorno dei rapaci.
Invece hanno scelto la via delle motoseghe e, peggio ancora, quella della menzogna politica per coprirsi le spalle.
Assumetevi le vostre responsabilità
L’UDC si arrampica sugli specchi, ma le carte cantano. Chi ha approvato quel progetto esecutivo a fine 2024? Chi ha aggiudicato i lavori a fine 2025? Chi ha firmato l’ordinanza di abbattimento nel marzo 2026? Certamente non la mia amministrazione, che non era più in carica da anni.
La politica deve tornare a essere un esercizio di verità. Tentare di nascondere l’incapacità gestionale di oggi dietro i finanziamenti ottenuti ieri è un’offesa all’intelligenza dei cittadini di Matera.
Le bugie hanno le gambe corte. Le mie diffide e i miei accessi agli atti servono proprio a questo: a riportare la verità al centro della scena. Ora, chi ha mentito ne risponda alla città.
Ora attendo l’esito del mio accesso agli atti per capire con precisione la data in cui è stata realizzata la perizia tecnica (VTA) sul pino. Se la perizia non dovesse risultare recente, verrebbe meno ogni carattere di urgenza indifferibile. In tal caso, l’intervento si sarebbe potuto e dovuto programmare subito prima o subito dopo il periodo di nidificazione, permettendo ai Falchi Grillai, che ricordo sono una specie protetta a rischio estinzione, di approdare e rifugiarsi liberamente su quell’albero per un’ultima stagione. La sicurezza dei cittadini e la tutela della biodiversità possono convivere, basta volerlo e saperlo fare.
Domenico Bennardi
Allego le due determine

Dov’era l’ombra, or sé la quercia spande
morta, né più coi turbini tenzona.
La gente dice: Or vedo:era pur grande!
Pendono qua e là dalla corona
i nidietti della primavera.
Dice la gente: Or vedo:era pur buona!
Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto… d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.
Giovanni Pascoli