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Via Appia UNESCO: la verità sulla bocciatura del tratto materano. L’Amministrazione sapeva e ha taciuto.

Mentre la nostra città si prepara a celebrare il prestigioso titolo di Capitale Mediterranea della Cultura 2026, una notizia amara scuote il nostro patrimonio: il tratto “Tarantino” della Via Appia (il n. 015), che comprende anche il territorio di Matera, ha ricevuto un definitivo “no” dall’UNESCO.

Siamo diventati l’unico grande buco nero nel cammino della “Regina Viarum”. Ma ciò che è ancora più grave è che l’Amministrazione Nicoletti conosceva questo esito da mesi, eppure ha preferito il silenzio invece di informare la città e il Consiglio Comunale.

Una verità emersa solo grazie alla mia interrogazione

Ho deciso di presentare un’interrogazione proprio per rompere questo muro di gomma. Dalla risposta del Sindaco è emersa una realtà che non possiamo accettare: la procedura di “modifica minore”, pensata proprio per reinserire i tratti inizialmente esclusi, è stata rigettata dagli organismi internazionali.

Ciò che sconcerta non è solo l’esito tecnico, ma la rassegnazione politica con cui è stato accolto. Sentir dire che il Ministero considera la pratica “chiusa” perché “non vi sono prospettive” è un insulto alla nostra storia. Non si può alzare bandiera bianca proprio mentre ci prepariamo a essere protagonisti nel Mediterraneo.

Un percorso che avevamo tracciato con precisione

Durante il mio mandato da Sindaco, insieme all’allora assessora Tiziana D’Oppido, avevamo lavorato intensamente su questo dossier. Avevamo avviato un’interlocuzione costante con il Ministero della Cultura e avevo ricevuto rassicurazioni personali dall’allora Ministro Sangiuliano: l’impegno per la “modifica minore” era fermo e deciso.

La prova che si potesse riuscire è nei fatti: molti comuni del Lazio, esclusi insieme a noi nel 2024, sono riusciti a rientrare nel sito UNESCO a luglio 2025 grazie a una difesa autorevole del dossier. Perché per il Lazio si sono trovate le “sufficienti motivazioni” e per Matera no?

Le colpe di un’assenza politica

L’esclusione di Matera è figlia di un vuoto politico. Prima il periodo di commissariamento, che ha inevitabilmente frenato la pressione sul Ministero, e poi l’atteggiamento rinunciatario dell’attuale amministrazione. È inaccettabile l’idea che Matera, essendo già sito UNESCO per i Sassi, non perda nulla da questa esclusione. La Via Appia non svanisce nel nulla alle porte della nostra città; se il dossier è stato rigettato, è perché non è stato difeso con il necessario rigore scientifico e vigore politico.

Le mie proposte: non è il momento di arrendersi

Nonostante la chiusura del Ministero, chiedo una reazione d’orgoglio attraverso punti chiari:

  1. Fine del silenzio: L’Amministrazione deve rendere pubblica tutta la corrispondenza e i rilievi tecnici rigettati. La città deve sapere perché siamo stati declassati.
  2. Fronte Comune con la Murgia: Dobbiamo guidare un tavolo tecnico con i sindaci di Altamura, Santeramo, Laterza e Castellaneta per una nuova istanza di revisione supportata dalle nostre Università.
  3. Azione diplomatica: Il Sindaco deve pretendere dal Governo “amico” un impegno straordinario.

Matera non può inaugurare l’anno della Cultura Mediterranea come l’anello mancante della Regina Viarum. Non è il momento della rassegnazione, ma di una politica che sappia lottare per il proprio territorio.

Domenico Bennardi Consigliere Comunale e portavoce M5S Matera

Mia interrogazione

Risposta del Sindaco Nicoletti:

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