Politica e società

Patrimonio Comunale a Matera: tra ritardi, morosità e una gestione che attende ancora risposte concrete

La gestione del patrimonio pubblico rappresenta uno dei pilastri fondamentali per il buon governo di una città, poiché ogni immobile, ogni canone e ogni spazio comune costituiscono una risorsa che appartiene all’intera collettività. Lo scorso 19 gennaio, in qualità di consigliere comunale, ho voluto riportare l’attenzione su questo tema cruciale attraverso un’interrogazione mirata a fare chiarezza sul censimento dei beni patrimoniali e sull’efficacia delle azioni di recupero crediti. La gestione dei beni dell’ente non deve essere solo una pratica burocratica, ma deve riflettere principi di legalità, trasparenza ed equità, evitando che morosità croniche o occupazioni irregolari gravino sulle tasche dei cittadini onesti.

La risposta che ho ricevuto in aula dall’attuale amministrazione si è rivelata purtroppo deludente e per certi versi paradossale. La tabella che ci è stata consegnata come “aggiornamento” dello stato dell’arte è, nei fatti, la stessa identica griglia che era stata faticosamente predisposta durante la mia amministrazione grazie al lavoro dell’allora assessore Angela Mazzone e del capo di gabinetto Gianfranco Lopez. Presentare oggi quel lavoro come una novità, senza averlo integrato o portato avanti con decisione, dimostra una preoccupante mancanza di continuità e di iniziativa. Persino il software gestionale specifico, che avevamo acquistato nel dicembre 2023 proprio per digitalizzare e rendere trasparente il database degli immobili, risulta oggi ancora sottoutilizzato, lasciando la gestione del patrimonio in un limbo di incertezza documentale.

Analizzando i dati emerge una situazione che non può lasciarci indifferenti. Su 42 immobili censiti nella griglia allegata, la stragrande maggioranza presenta contratti scaduti o occupazioni che proseguono senza un titolo formale aggiornato. Ci sono attività commerciali con morosità importanti e situazioni in cui i canoni non vengono riscossi da tempo, nonostante le lettere di messa in mora fossero già state approntate dai nostri uffici prima della caduta dell’amministrazione. Non si tratta solo di numeri, ma di spazi che potrebbero essere messi a bando e restituiti a giovani, associazioni e realtà culturali che oggi cercano disperatamente un luogo dove operare.

Esiste un regolamento comunale preciso, risalente al 2010, il cui articolo 10 impone il censimento e la messa a bando dei locali comunali entro il 31 ottobre di ogni anno. Questo vincolo è rimasto troppo a lungo inattuato ed è stato uno dei punti fermi della nostra azione amministrativa. Ignorare questi strumenti significa venir meno a un dovere verso la solidità finanziaria dell’ente. La politica ha il compito di compiere scelte anche impopolari, come sollecitare pagamenti arretrati o regolarizzare concessioni storiche, perché solo attraverso la legalità si garantisce che il patrimonio di Matera produca valore per tutti e non vantaggi per pochi. Continuerò a vigilare affinché il lavoro avviato non venga disperso e affinché si passi finalmente dalle parole ai fatti.

Documentazione e approfondimenti:

Per chi volesse approfondire i dettagli tecnici e ascoltare il dibattito in aula, è possibile visionare la registrazione integrale dell’intervento attraverso il link al mio canale YouTube riportato qui sotto. In allegato sono inoltre disponibili il testo dell’interrogazione presentata, la tabella relativa al censimento degli immobili e la mia contro-risposta depositata agli atti.

  • Video integrale dell’intervento: https://youtu.be/kWazCy7kT9w
  • Documenti scaricabili:
    • Interrogazione su recupero crediti e occupazioni
    • Riscontro alla mia interrogazione
    • Allegato 1 tabellare patrimonio

Allegato 1

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