Cantieri infiniti e commercio in ginocchio a Matera, assessore Gaudiano batta un colpo. La mia proposta sulla Tari

Cari concittadini, quello che sta accadendo nel cuore della nostra Matera non è più tollerabile. Camminando tra via Don Minzoni e piazza Matteotti, lo spettacolo è desolante: un deserto urbano dove i cantieri, invece di avanzare, sembrano essersi cristallizzati, soffocando le attività commerciali che con estrema fatica cercano di resistere.
Mi chiedo, e chiedo pubblicamente all’assessore ai lavori pubblici Lucia Gaudiano: chi ha autorizzato il posizionamento di quei container che, come un muro, oscurano le vetrine e tolgono il respiro agli ultimi commercianti rimasti? Esiste ancora un’attività di vigilanza e controllo o l’amministrazione ha deciso di abbandonare al loro destino gli esercenti e i residenti di queste zone? È una gestione che definire approssimativa è un eufemismo, e che sta creando anche seri problemi di sicurezza e decoro.
Quando abbiamo lasciato la guida della città, avevamo consegnato cronoprogrammi chiari e precisi. Se fossero stati rispettati, oggi festeggeremmo la fine dei lavori. Invece, assistiamo a uno stallo che non riguarda solo il centro: che fine hanno fatto i lavori per la nuova scuola Torraca o il cantiere del Teatro Duni? Perché i parchi di Serra Venerdì e Serra Rifusa, per non parlare del progetto del nuovo Stadio, sembrano finiti nel dimenticatoio? Sono tutte opere che avevamo avviato con una visione precisa e che questo centrodestra sta trasformando in eterne incompiute.
Non possiamo restare a guardare mentre il tessuto produttivo della città viene smantellato dall’inefficienza. Per questo motivo, come gruppo M5S, chiediamo un impegno concreto e immediato: la giunta deve sospendere i tributi comunali — a partire dalla Tari e dal Canone Unico Patrimoniale su occupazioni e insegne — per tutti i commercianti di piazza Matteotti e via Don Minzoni danneggiati dai cantieri.
Visto che l’attuale stallo politico sta rendendo i tempi del Consiglio Comunale e delle mozioni troppo lunghi rispetto all’emergenza che viviamo, lancio questo appello direttamente attraverso i miei canali: non è un favore, è un atto di giustizia riparativa. Matera non può permettersi di aspettare i tempi biblici di una giunta che sta vanificando anni di programmazione e investimenti per il nostro futuro.
Io non smetterò di vigilare e di dar voce a chi, oggi, si sente invisibile dietro quelle recinzioni.
