Politica e società

Vitalizi in Basilicata: la mia lettera aperta al Sindaco insieme a Francesco Di Caro

Ci sono momenti in cui la politica deve saper svestire le casacche di parte per indossare l’unica veste che conta davvero: quella del servizio ai cittadini e della difesa della dignità collettiva.

La vicenda dei vitalizi ripristinati in Consiglio Regionale nella notte tra il 30 e il 31 dicembre non è “solo” una questione di privilegi. È un atto che ferisce la carne viva della nostra terra, perché quelle risorse sono state sottratte a un fondo destinato alle fragilità sociali. È il paradosso più amaro: togliere a chi ha meno per dare a chi ha già molto.

Per questo motivo, ho deciso di scrivere una lettera aperta al Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti. Ma non ho voluto farlo da solo. Ho sentito il dovere di coinvolgere una figura che ha segnato la storia amministrativa della nostra città, l’avvocato Francesco Di Caro, già Sindaco di Matera dal 1980 al 1984.

Nonostante le nostre diverse stagioni politiche e generazionali, ci siamo ritrovati uniti da un sentimento comune di profonda indignazione. Abbiamo scritto al Sindaco Nicoletti perché crediamo che Matera, città simbolo di riscatto e Capitale della Cultura, non possa restare in silenzio davanti a questo scempio.

Cosa chiediamo al Sindaco Nicoletti? Gli chiediamo un atto di coraggio e di indipendenza. Gli chiediamo di superare le logiche della sua coalizione di Centro-Destra e di farsi portavoce, insieme agli altri sindaci lucani, di una richiesta formale al Governo italiano affinché impugni la norma sui vitalizi davanti alla Corte Costituzionale.

I Sindaci sono l’avamposto dei cittadini, l’ultimo baluardo di difesa dei diritti dei territori. Se non sono i primi cittadini a gridare “basta” davanti a una politica che si trasforma in “casta” proprio attraverso il ripristino dei vitalizi, chi dovrebbe farlo?

Migliaia di lucani hanno già firmato petizioni popolari. Il Movimento 5 Stelle, insieme ad altre forze responsabili, ha già avviato l’iter per l’impugnazione. Ora serve la voce delle istituzioni locali.

Matera ha saputo trasformare la “vergogna” dei Sassi in orgoglio mondiale. Oggi non possiamo permettere che la Basilicata torni a essere sinonimo di privilegi ingiusti. Come abbiamo scritto nella lettera: “quando la rabbia sarà passata, non soffocate anche la memoria”. Noi la memoria la terremo viva, con ogni atto istituzionale possibile contro questo ritorno dei vitalizi.

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