Politica e società

Matera, città antifascista: la seconda carica non può andare a Fratelli d’Italia

Il Movimento 5 Stelle ribadisce con fermezza la propria contrarietà politica e morale all’ipotesi di affidare la carica di Presidente del Consiglio Comunale a un esponente di Fratelli d’Italia.
Non potremo mai sostenere questa operazione politica.

Il Consiglio comunale non è una scacchiera da muovere nei giochi di equilibrio interni alla maggioranza. È il cuore del confronto democratico cittadino. La sua guida deve garantire equilibrio, imparzialità e rispetto dei valori costituzionali, non rappresentare la bandiera di un partito che ancora porta nel proprio simbolo la fiamma tricolore.

Per noi, questa scelta non è né condivisibile né accettabile.
Matera è una città antifascista, la prima del Sud a essersi ribellata al regime nazifascista nel 1943.
Questo è un valore fondativo, una memoria che deve continuare a ispirare la vita istituzionale e civile della nostra comunità.

Affidare la seconda carica comunale a chi rappresenta un partito che, anche attraverso linguaggi e simboli, alimenta rigurgiti nostalgici e atteggiamenti divisivi, significherebbe snaturare lo spirito democratico e pluralista di Matera, città del dialogo e della cultura.

Non possiamo accettare che nella Capitale del dialogo e della cultura si ripetano episodi come quelli avvenuti a Parma, nella sede di Fratelli d’Italia, dove si sono uditi cori fascisti come “Camicia nera trionferà” e slogan inneggianti al Duce.
Matera, città della pace e baluardo democratico, non può neppure essere sfiorata da simili rigurgiti.

La Presidenza del nostro Consiglio comunale merita un profilo che garantisca lealtà inequivocabile alla Costituzione repubblicana e antifascista.

Non possiamo poi ignorare la linea politica di questo partito e di questo governo, che in un momento di gravi difficoltà economiche per milioni di famiglie, famiglie che non riescono a pagare affitti e bollette, ritiene prioritario occuparsi della separazione delle carriere, imponendo al Paese un referendum costituzionale da oltre 80 milioni di euro.

E mentre le persone faticano a vivere, si pianifica un futuro sempre più militarizzato.
Avete letto il Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2025–2027?
Io ho iniziato, ve lo lascio in basso. Sembra un manuale militare da videogame, persino i font sono da videogame.
L’Italia investirà miliardi in nuovi caccia come l’Eurofighter e il “Tempest”, con una spesa complessiva che nel 2026 raggiungerà i 33 miliardi di euro, avvicinandoci agli obiettivi NATO del 2% del PIL.

Eppure, come ricordava Gino Strada, con 300 milioni di euro si costruisce un ospedale di eccellenza.
Con i 33 miliardi previsti per le armi, potremmo costruirne centodieci.
Ecco la misura delle nostre priorità: un solo giorno di guerra costa più della salute di un popolo. Infatti il fondatore di Emergency ci ricordava che quella 300 milioni di euro era all’incirca la spesa di un solo giorno di guerra in Afghanistan. Sapete quanto spende la Russia per fare la guerra in Ucraina? 850 milioni di euro al giorno! E’  l’ultimo calcolo fatto dalla rivista americana «Sopref» specializzata nel settore militare. Israele spende circa 725 milioni di dollari al giorno in operazioni militari dirette. Solo il carburante per aerei e gli armamenti costano al Paese circa 300 milioni di dollari al giorno

Una città come Matera, con la sua storia e la sua vocazione, non può accettare questa deriva.
La nostra priorità non può essere la sicurezza militare, ma la sicurezza umana: quella che si costruisce con la salute, l’istruzione, la giustizia sociale, la dignità del lavoro e il rispetto dei diritti.

Matera deve continuare a essere un laboratorio di diplomazia culturale, un centro di dialogo interculturale e interreligioso, di cooperazione e di pace.
Deve meritarsi ogni giorno l’eredità di Capitale Europea della Cultura, di sede della Cattedra UNESCO, di primo sito Unesco del Sud Italia.

Questa è la nostra idea di città: una Matera inclusiva, solidale, aperta al confronto, fondata sulla cultura, sul rispetto e sulla pace.

Il Movimento 5 Stelle non voterà mai per affidare la seconda carica comunale a Fratelli d’Italia.
E questo nostro “no” non è un gesto di chiusura, ma un atto di coerenza e responsabilità verso la storia di Matera.

Oggi, più che mai, serve ricostruire un fronte progressista, ampio e coraggioso, che non abbia timore di riconoscersi nei valori del centro-sinistra, che torni a parlare con la gente, che difenda i diritti, il lavoro, la pace e la giustizia sociale.

Il Movimento 5 Stelle continuerà a lavorare in questa direzione, con chiarezza, con rispetto, ma senza mai rinunciare ai principi che ci uniscono e che definiscono la nostra idea di città.

Domenico Bennardi
Capogruppo M5S Consigliere Comunale Matera

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