Ambiente e Territorio

Deposito unico nazionale di scorie nucleare. Una importante novità…

L’11 dicembre scorso ho scritto un articolo sul deposito unico nazionale di scorie nucleari, potete leggerlo qui. Oggi scusate ma devo nuovamente tornare sulla questione perché c’è quella che ritengo sia una importante novità. Il 9 ottobre 2024 – c’è stata l’audizione del Ministro alla Transizione energetica, Pichetto Fratin. Oltre ad affrontare il tema assai caro a questo Governo nazionale, ovvero la produzione di energia nucleare, il ministro ha fatto il punto anche sul deposito unico nazionale di scorie nucleare italiano. Ad un certo punto la sua espressione durante il video si fa piuttosto incerta, quasi esita nel parlare di “soluzioni alternative” all’idea di un deposito unico nazionale. Soluzioni alternative al deposito unico nazionale di scorie nucleari? Ascoltate il video che ho estrapolato qui in basso, ma se volete potete leggere giù l’intera trascrizione.

Il Ministro ci ricorda i 20 siti che contengono già rifiuti nucleari, già dislocati sul territorio nazionale, ma è qui che intendono quindi portare tutti i rifiuti radioattivi anche quelli che provengono dall’estero? Basterebbe un potenziamento delle strutture e si risolve?
Tra i 20 siti in Italia che già contengono scorie nucleari, abbiamo le quattro centrali nucleari in esercizio fino alla fine degli anni ’80 e ora in fase di decommissioning (smantellamento) a Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano (Caserta). Poi abbiamo l’impianto Eurex di Saluggia (Vercelli), l’impianto Itrec di Rotondella (Matera), Ipu e Opec a Casaccia (Roma), l’impianto FN di Bosco Marengo (Alessandria), il reattore di ricerca a Ispra (Varese); sette centri di ricerca nucleare a Saluggia. Infine: i centri del servizio integrato di gestione dei rifiuti in esercizio (Nucleco a Casaccia, Campoverde a Milano, Protex a Forlì e quello non più attivo (il Cemerad di Taranto).
In conclusione, un mio giudizio a caldo, la Basilicata ha già dato tantissimo e continua a dare tanto alla Nazione. Contribuisce, da anni, al livello di approvvigionamento di petrolio, e con Centro Olio della Val d’Agri, con la Val Basento ancora da bonificare. La Basilicata ha offerto il proprio territorio con l’impianto ITREC di Rotondella. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze, aspettando uno smantellamento da 20 anni. Non possiamo continuare a pagare sempre solo noi, non possiamo compromettere ulteriormente il nostro bellissimo e fragilissimo territorio. Cosa ne pensano i parlamentari lucani, di questa terra, e quelli di maggioranza vicini a questo governo così a favore del nucleare e dopo le parole del ministro?
Non basta produrre osservazioni tecniche, non è assolutamente sufficiente per avere la coscienza apposto, la questione è ormai da tempo “politica” lo abbiamo detto già nel tavolo permanente contro il deposito unico di scorie in Basilicata e Puglia avviato dall’Amministrazione comunale di Matera precedente e che nessuno tra comuni, province, regioni, si è degnato di far ripartire come occasione di confronto e occasione imperdibile di unire le forze. Evidentemente ci sono interessi politici partitici da salvaguardare più importanti. Invece tutto è fermo, tutto tace, dalla politica locale fino a quella dei nostri rappresentanti lucani e pugliesi in Parlamento.

Il video integrale della audizione del 9 ottobre 2024 è disponibile qui.


Domenico Bennardi

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