Comunità

Il coraggio dell’umanità ibrida: la lezione di Modena oltre lo sciacallaggio politico

I drammatici fatti di Modena lasciano addosso quel senso di vuoto e sconcerto che solo la violenza cieca e improvvisa sa generare. La folle corsa di un’auto che travolge i passanti restituisce l’immagine di un dolore improvviso e lacerante, lasciando una scia di sofferenza per le vittime e le loro famiglie a cui va, prima di ogni cosa, la nostra più profonda solidarietà. Eppure, nel cuore di una tragedia che avrebbe potuto consegnarci solo rabbia e rassegnazione, si è accesa una luce di speranza straordinaria, mossa da un senso spontaneo di coraggio collettivo.

In via del Taglio non abbiamo assistito solo a un intervento di emergenza, ma all’azione immediata di un’umanità ibrida, plurale e coesa. Cittadini come Luca Signorelli, insieme ad altre persone di origine straniera, si sono uniti senza esitazione per bloccare l’attentatore a mani nude, disarmandolo e consegnandolo alle forze dell’ordine senza cedere alla tentazione della violenza o della giustizia sommaria. È in questo riflesso condizionato di protezione reciproca che risiede la speranza per il nostro futuro: un senso civico profondo che non chiede passaporti o certificati di nascita per mettersi al servizio del bene comune.

Questo moto spontaneo di solidarietà e coraggio assume un valore ancora più forte se confrontato con altre dolorose pagine della nostra cronaca recente. Il pensiero corre inevitabilmente a Taranto e al tragico omicidio di Sako Bakari, un episodio in cui quella stessa risposta collettiva, quell’abbraccio protettivo della comunità, purtroppo non si era attivato, lasciando spazio all’isolamento e alla tragedia. Modena oggi ci mostra che un’alternativa esiste, che l’umanità può riscoprirsi unita e reattiva di fronte all’orrore, superando le barriere dell’indifferenza.

Proprio per questo, fa ancora più ribrezzo il cinismo di certa politica. Pochi minuti dopo l’accaduto, prima ancora che i soccorritori potessero prestare le prime cure e che la magistratura chiarisse la dinamica dei fatti, i soliti sciacalli d’area governativa si sono affannati a cavalcare la paura. Abbiamo assistito al triste spettacolo di una propaganda becera, pronta a strumentalizzare il sangue versato per lanciare slogan razzisti, evocare lo ius soli e agitare lo spauracchio dell’immigrazione. Un calcolo cinico e asservito al solo desiderio di strappare un like o un voto in più, incurante dei drammi umani in corso.

La realtà, come spesso accade, ha smentito sul nascere ogni narrazione d’odio. Ha dimostrato che il pericolo non è legato a un’etnia e che la salvezza, quel giorno, è arrivata proprio da quell’Italia plurale che qualcuno si ostina a dipingere come una minaccia. Mentre i professionisti della paura cercavano di dividere il Paese, il Presidente Sergio Mattarella, con la sua consueta autorevolezza, ha saputo interpretare il sentimento autentico della nazione, portando la vicinanza delle istituzioni e un affetto sincero a chi soffre. È da qui, dal ringraziamento a chi soccorre e dal coraggio di chi non si gira dall’altra parte, che dobbiamo ripartire per costruire una comunità finalmente matura e solidale.

Domenico Bennardi

Lascia un commento