Ambiente e Territorio

Abbattimento albero di via di Francia: la perizia datata dicembre 2024 conferma la mancanza di programmazione.

L’esito dell’ultima commissione ambiente di oggi ha purtroppo confermato quello che temevamo: la vicenda dell’abbattimento del pino in via Annibale di Francia non è solo una ferita al patrimonio verde della nostra città, ma il simbolo di una preoccupante carenza di programmazione amministrativa. Durante il confronto è emerso con chiarezza il disagio dei cittadini che, intervenuti per essere auditi, hanno lamentato una mancanza trasparenza nell’accesso a progetti e perizie, e una scarsa partecipazione sulla progettazione, che tocca da vicino il territorio. Il fatto che si debba arrivare a una commissione per avere chiarimenti su perizie e decisioni già prese evidenzia un cortocircuito nel rapporto tra Palazzo di Città e la comunità.

Il dato più importante emerso dalle parole dell’assessore all’ambiente riguarda però la tempistica. Abbiamo appreso che la perizia che indicava la necessità “impellente” di abbattere l’albero risale addirittura al dicembre 2024 e prevedeva un intervento entro sei mesi. Se consideriamo che l’amministrazione Nicoletti si è insediata il 10 giugno 2025 in quasi dieci mesi, appare evidente che ci fosse tutto il tempo per pianificare un intervento che non entrasse in rotta di collisione con la natura. I miei timori erano dunque fondati: se l’abbattimento era inevitabile per ragioni di sicurezza, priorità che nessuno mette in discussione, si poteva e si doveva agire con mesi di anticipo, bastavano anche poche settimane a febbraio per esempio, evitando di arrivare proprio ora, nel momento più delicato per la biodiversità aviaria materana.

È infatti inaccettabile che l’intervento sia stato eseguito proprio nei giorni in cui arrivano a Matera i falchi grillai. Questi rapaci, protetti a livello europeo, il 26 marzo scorso hanno trovato il loro habitat notturno cancellato. Quello di via di Francia era a tutti gli effetti un “dormitorio”, una tipologia di sito che il nostro regolamento comunale sul benessere animale tutela esplicitamente, vietandone l’abbattimento. In una sola notte, centinaia di esemplari hanno perso il loro punto di riferimento. Questo danno ambientale è la diretta conseguenza di una gestione che non governa i tempi, ma li subisce, agendo con una fretta che sa di “ansia da prestazione” per qualche annuncio mediatico in più, piuttosto che con la ponderazione che il governo di una città complessa come la nostra richiede.

Purtroppo, questo metodo approssimativo sembra essere diventato la norma. Lo abbiamo visto con i lavori della Villa Comunale, chiusa incredibilmente proprio durante la settimana di Pasqua, quando si sarebbe potuto tranquillamente posticipare l’avvio del cantiere per permettere a cittadini e turisti di godere del polmone verde cittadino. Lo abbiamo visto anche con l’apertura del cantiere della Prefettura poco prima di Capodanno. È un procedere a singhiozzo, senza una visione d’insieme, che penalizza Matera. Avevamo ragione a diffidare e a chiedere cautela: ora non resta che fare un serio mea culpa e pretendere che questa esperienza serva da lezione per i tanti interventi ancora in programma. Bisogna smettere di rincorrere le emergenze create dalla propria inerzia e iniziare finalmente a pianificare con competenza e rispetto per il nostro ambiente.

Intanto continua a volare sui nostri cieli caro Falco Grillaio e perdona la nostra prepotenza (foto di Nicola Baruffaldi)

Domenico Bennardi

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