21 Settembre: tra la memoria gloriosa di Matera e l’oblio politico del presente

Domani Matera celebra l’83° anniversario dell’insurrezione cittadina del 21 settembre 1943. Una data che non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma il cuore pulsante della nostra identità di comunità. Fu il giorno in cui i materani, prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro l’occupazione nazifascista, scelsero il riscatto, la dignità e la libertà a prezzo del proprio sangue.
Eppure, a guardare i canali ufficiali e le pagine social del Comune di Matera, di questa giornata fondamentale per la storia e la memoria civile della città non c’è alcuna menzione. Così come nessuna traccia o preavviso si trova dell’importante Consiglio Comunale convocato proprio per il pomeriggio di domani alle ore 16:00. Un silenzio istituzionale e una mancanza di communication che lasciano amareggiati.
La memoria, fortunatamente, vive nei cittadini e nelle istituzioni che continuano a preservarla. Le celebrazioni promosse insieme ad ANPI, Provincia, Fondazione Matera-Basilicata 2019 e alle altre realtà del territorio si apriranno domani mattina alle 9.00 con la deposizione delle corone d’alloro nei luoghi simbolo del sacrificio materano: dal Cippo e la Lapide di via Lucana, alla Lapide della Camera di Commercio in via Cappelluti, fino al Monumento ai Caduti della Guardia di Finanza. Dopo la Santa Messa nella Chiesa di San Francesco d’Assisi delle 10.00, il corteo muoverà verso Piazza Vittorio Veneto per il momento solenne al Monumento ai Caduti, con la presenza delle forze armate, della banda cittadina e degli interventi delle autorità.
Avere avuto l’onore di indossare la fascia tricolore e guidare la città di Matera durante questa ricorrenza è un’esperienza che mi porto dentro con commozione profonda. Ricordo la solennità di quei momenti, lo sguardo dei parenti delle vittime e dei testimoni di quella stagione, il silenzio carico di rispetto di Piazza Vittorio Veneto mentre risuonavano le note del Silenzio. Vivere il 21 settembre da primo cittadino significa avvertire addosso tutto il peso e la bellezza di rappresentare una città medaglia d’argento al valor militare e medaglia d’oro al valor civile. Significa ricordare a se stessi e alla comunità che la democrazia e le istituzioni democratiche che oggi viviamo sono nate dal coraggio di chi, quel 21 settembre del 1943, non esitò a ribellarsi all’oppressione e alla barbarie nazifascista.
Ecco perché fa ancora più male assistere alla parabola politica a cui stiamo assistendo in queste ore. Vedere oggi una situazione politica locale così desolante, con l’ingresso in maggioranza in Consiglio Comunale del partito di Futuro Nazionale, l’espressione politica della visione di Vannacci, crea un contrasto stridente e profondo con i valori fondanti della nostra città. Matera si è conquistata un posto nella storia proprio per essersi opposta alle discriminazioni, all’autoritarismo e alla violenza ideologica del nazifascismo. Vedere oggi l’aula consiliare piegarsi a certe logiche e accogliere forze politiche che si richiamano a quelle posizioni, proprio alla vigilia del 21 settembre, è un segnale triste che ferisce la storia democratica di Matera.
La memoria non è un soprammobile del passato da rispolverare a convenienza: è un impegno quotidiano per ricordare chi si oppose al regime e per ribadire che Matera non dimentica da che parte stare.
