Politica e società

A cento giorni dal voto, più transumanze che risultati. Matera merita di più.

Non mi meraviglia ciò che sta accadendo in Consiglio comunale a Matera, ma non posso certo dirmi confortato. È un’amministrazione di centrodestra quella che oggi governa la città, e ognuno ha le proprie aspettative. Ma bisogna anche riconoscere che, nel cosiddetto centrosinistra, si è fatto di tutto per perdere: ci si è divisi, contraddetti, snaturati.
E così oggi, il dibattito politico cittadino è dominato da passaggi di campo e transumanze che non hanno nulla a che vedere con i bisogni concreti dei materani.

Il recente passaggio del consigliere Braia (Iv) e del consigliere Montemurro (Volt) nella maggioranza di centro destra è solo l’ultimo segnale di una politica cittadina più concentrata sugli equilibri interni che sul futuro di Matera. Io, invece, continuo a pensare ai cittadini, a chi attende risposte, a chi ogni giorno mi ferma per strada chiedendo quando questa città tornerà a parlare di sviluppo, di lavoro, di servizi, di visione.

A cento giorni dall’insediamento del sindaco Nicoletti, il dibattito è ancora fermo sui numeri, non sui progetti.
C’è chi sostiene che questi “nuovi ingressi” servano a sbloccare l’amministrazione, ma ammettere questo significherebbe riconoscere che, finora, è stata bloccata.
Nei giorni scorsi è stata persino organizzata una conferenza stampa per raccontare i “primi cento giorni”.
Personalmente, non credo serva raccontarli se non ci sono risultati concreti. Quando ero sindaco non l’ho mai fatto, perché i risultati veri non hanno bisogno di parole: si vedono. E i pochi risultati oggi citati non sono certo il frutto di un nuovo corso politico, ma del lavoro instancabile dei dirigenti, dei funzionari e degli impiegati comunali, che tengono in piedi la città con dedizione, professionalità e senso del dovere.

Nel frattempo, ci sono venti pagine di linee programmatiche ancora ferme nei cassetti: la ZES Cultura, le Comunità Patrimoniali, l’apertura del Castello affidandolo alle associazioni del territorio, i Voucher sportivi, il progetto del “vicinato esteso”, i Comitati di quartiere e dei beni comuni, lo Stadio XXI Settembre, il PUMS e il modello della “città dei 15 minuti”. Ma, finora, in quindici minuti siamo riusciti solo a trovare il diciassettesimo.

Ognuno è libero di fare le proprie scelte, certo. Ma se queste scelte dovessero nascere da logiche personali o da ambizioni di ruolo, non ci sarebbe alcuna giustificazione possibile. Perché così cresce la distanza tra chi rappresenta e chi è rappresentato. E quella distanza si chiama disaffezione, la malattia più grave della nostra democrazia locale.

Non scrivo queste parole per attaccare qualcuno, ma per un dovere di chiarezza. Come Movimento 5 Stelle abbiamo conosciuto anche noi la fatica dei numeri risicati, ma un conto è costruire un percorso comune, con obiettivi chiari e condivisi, un altro è svegliarsi la domenica e scoprire da un comunicato stampa che un consigliere ha cambiato campo. La politica non può diventare un esercizio di convenienza, perché in quel caso a rimetterci è la credibilità di tutti — anche di chi prova ogni giorno a comportarsi con lealtà e trasparenza.

Mi auguro che questa amministrazione riesca finalmente a diventare una vera maggioranza politica, con una visione, un indirizzo e una responsabilità comune.
Perché finora abbiamo visto una somma di individualità, non un progetto per Matera. E senza un indirizzo politico chiaro, la macchina amministrativa continuerà a vivere alla giornata, lasciando ai soli funzionari il peso dell’ordinario. Ma Matera non ha bisogno solo di ordinario: ha bisogno di scelte, di direzione, di futuro.

Non c’è rabbia in queste parole, ma un po’ di dispiacere sì. Perché Matera merita di più di questa continua instabilità, di questi passaggi di campo e di equilibri da salotto. Merita una politica che parli di contenuti, di cultura, di lavoro, di giovani e di servizi. Merita serietà, visione e continuità.

Da parte mia, continuerò a fare opposizione con responsabilità: senza pregiudizi, ma anche senza silenzi.
Valuterò ogni atto per quello che è, pronto a sostenere ciò che serve alla città e a criticare ciò che la danneggia.
Con un solo obiettivo, che resta immutato: il bene di Matera.

Il mio intervento in Consiglio Comunale del 6 ottobre 2025

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