Sub-concessioni nei Sassi: Non serve solo rinnovare le convenzioni. Occorre un patto per il futuro dei Sassi

«Il rinnovo delle sub-concessioni degli immobili demaniali nei Sassi è probabilmente una delle decisioni più importanti che il Consiglio comunale sarà chiamato ad assumere negli ultimi anni. Sarebbe però un errore affrontare questo tema come un semplice aggiornamento dei canoni o un rinnovo delle convenzioni. Stiamo discutendo del futuro del patrimonio più identitario della nostra città e del modo in cui dovrà essere tutelato, vissuto e valorizzato nei prossimi decenni.»
Lo dichiara il consigliere comunale ed ex sindaco di Matera Domenico Bennardi, intervenendo sul percorso avviato dal Consiglio comunale.
«I Sassi sono un patrimonio dello Stato affidato al Comune affinché ne garantisca la tutela e la valorizzazione nell’interesse della collettività. Per questo il tema delle sub-concessioni non può essere affrontato esclusivamente sotto il profilo amministrativo o economico e nemmeno solo a livello locale. Qualche giorno fa il Ministro della Cultura Alessandro Giuli è stato a Matera. Sarebbe stato utile cogliere quell’occasione per aprire un confronto istituzionale sul futuro dei Sassi e sulle sub-concessioni, tema che riguarda un patrimonio dello Stato e non soltanto della nostra comunità. Negli ultimi decenni molti concessionari hanno recuperato immobili che erano in stato di abbandono, investendo risorse economiche, professionalità e lavoro. Un contributo che ha accompagnato la rinascita dei Sassi e che merita di essere riconosciuto. Allo stesso tempo, però, proprio perché parliamo di beni pubblici, ogni eventuale rinnovo deve essere il risultato di una valutazione attenta e trasparente, fondata sul rispetto delle convenzioni, sugli investimenti realmente effettuati, sulla regolarità dei rapporti con il Comune, sulla conservazione degli immobili e sulla coerenza delle attività svolte con l’interesse pubblico e con la funzione culturale dei Sassi.

Non si tratta di mettere in discussione chi ha investito e ha rispettato gli impegni assunti, ma di affermare un principio semplice: i beni pubblici devono continuare ad essere gestiti nell’interesse della collettività.»
Secondo Bennardi è necessario cogliere questa occasione per costruire una visione condivisa. «Propongo di avviare un Patto per il Futuro dei Sassi, un percorso di confronto che coinvolga istituzioni, residenti, concessionari, operatori economici, associazioni culturali, Università, Cattedra Unesco, ordini professionali e cittadini.
Matera può diventare un laboratorio nazionale di buone pratiche nella gestione del patrimonio culturale, sperimentando anche i principi della Convenzione di Faro e promuovendo forme innovative di collaborazione tra pubblico e privato. Penso, ad esempio, ad accordi volontari che consentano di rendere accessibili in particolari occasioni alcuni immobili di maggiore pregio storico e monumentale, valorizzando il ruolo dei concessionari come custodi di un patrimonio che appartiene all’intera comunità e al Mondo intero.»
Infine Bennardi lancia una proposta di metodo.
«Prima che il Consiglio comunale assuma decisioni destinate ad incidere sul futuro dei Sassi, ritengo necessario promuovere un grande momento di confronto pubblico.
Per questo proporrò la convocazione di un Consiglio comunale aperto, dedicato esclusivamente al tema delle sub-concessioni e del futuro dei Sassi, al quale possano partecipare concessionari, residenti, associazioni, Università, Soprintendenza, ordini professionali e tutte le realtà interessate.
Una decisione di questa portata non può limitarsi ad un confronto tra maggioranza e opposizione. I Sassi rappresentano la storia, l’identità e il futuro di Matera e meritano una discussione pubblica all’altezza del loro valore.
I Sassi non sono soltanto un patrimonio da conservare, ma una comunità da custodire. Ed è proprio questa comunità che deve essere coinvolta nelle scelte che ne determineranno il futuro. È questo il senso del Patto per il Futuro dei Sassi che intendo proporre alla città.»
Domenico Bennardi