Matera verso il 2028: perché la Capitale del Volontariato non è solo un titolo

C’è chi guarda ai titoli e alle “capitali” con scetticismo, considerandoli solo etichette o operazioni di facciata. Ricordo bene quando proposi la candidatura di Matera a Capitale del Mediterraneo: le critiche non mancarono, salvo poi vedere quegli stessi critici partecipare con entusiasmo ai festeggiamenti. Rispetto ogni opinione, ma la realtà dei fatti ci racconta una storia diversa, fatta di riscatto e di una visione di lungo periodo che non può fermarsi.
Essere stati Capitale Europea della Cultura nel 2019 non è stato un traguardo finale, un trofeo da esporre in bacheca, ma la prosecuzione di un processo di consapevolezza ancora in corso. Oggi, quell’ambizione internazionale deve fare leva sulle nostre radici più profonde: quelle di una città solidale, dove il senso di comunità e il “vicinato” non sono concetti del passato, ma motori di un futuro sostenibile.
Una “legacy” fatta di persone e competenze I grandi eventi che Matera ha saputo ospitare e gestire con successo — dal 2019 al G20, dal Congresso Eucaristico Nazionale fino ai recenti G7 — hanno lasciato un’eredità tangibile che va oltre le infrastrutture. Questa eredità è rappresentata dalle centinaia di donne e uomini, professionisti e volontari, che ogni giorno operano nella protezione civile, nell’assistenza socio-sanitaria, nella tutela ambientale e nella promozione culturale.
La candidatura di Matera a Capitale Italiana del Volontariato 2028, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale lo scorso 13 aprile, è l’evoluzione naturale di questo percorso. Abbiamo dimostrato di saper tradurre i grandi riflettori internazionali in impegno civico concreto e in una professionalità del Terzo Settore che è diventata un modello di eccellenza.
Perché puntiamo al 2028? Attraverso un emendamento condiviso in aula, abbiamo scelto di puntare all’annualità 2028. Una scelta strategica che ci permette di costruire un dossier solido e partecipato, ma soprattutto di creare una connessione diretta con Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Vogliamo che il volontariato sia il pilastro sociale su cui poggia il dialogo tra i popoli, trasformando i valori della cultura in azioni di cittadinanza attiva e altruismo.
Matera come modello nazionale Seguendo il solco tracciato da città come Palermo, Cosenza, Bergamo, Trento e Modena, la storia di Matera può e deve diventare un riferimento nazionale. Vogliamo dimostrare che una città può crescere non solo attraverso il turismo, ma coltivando l’umanità e la coesione sociale.
Come ha ricordato con parole illuminate il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presente alle inaugurazioni delle precedenti capitali: “Il volontariato è attenzione e accettazione dell’altro, umanità, rispetto, integrazione. Il volontariato è quindi dono.”
In queste parole risiede il senso profondo della nostra sfida. Matera è pronta a fare la sua parte, mettendo al centro le persone e la loro straordinaria capacità di donare tempo e competenza per il bene comune.
Domenico Bennardi Consigliere Comunale di Matera