Il mio augurio per un 2026 di cultura e umanità.

Si chiude un anno di grande impegno, vissuto intensamente nel sociale, nel volontariato e in quella politica che amo definire “vera” perché consumata fuori dai palazzi, camminando tra la gente e ascoltando le persone. In questi mesi ho avuto il privilegio di riscoprire i tempi della riflessione e delle mie passioni di sempre: la didattica, l’arte e la scrittura. È stato un periodo di semina importante che mi ha permesso di dedicarmi agli altri con rinnovata energia.
Sono felice di aver intrapreso l’esperienza come docente Unitep, di aver accettato l’invito a far parte dell’Associazione “Voci di Speranza” contro ogni forma di violenza e di aver fondato l’Associazione “Città del Pane e del Grano”, un progetto che mi sta molto a cuore. Ho finalmente concluso il mio libro sui pirati saraceni e, soprattutto, ho potuto godermi il mio patrimonio più grande, la mia famiglia, pur senza rinunciare a nuove e stimolanti sfide sul piano professionale.
Tra pochi minuti festeggeremo l’arrivo del nuovo anno e il mio augurio è che il 2026 possa essere sereno per tutte e tutti voi. Spero che la nostra città continui a crescere, ma che lo faccia restando sempre ancorata a quel principio di umanità che non ci ha mai abbandonato.
L’anno che ci attende sarà particolarmente significativo: saremo Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. È un titolo che siamo riusciti a ottenere non senza fatica e che spero riusciremo a meritarci ogni giorno. Non possiamo infatti dimenticare che il Mediterraneo è ancora un mare insanguinato ed è nostro dovere mantenere alta l’attenzione su ciò che succede in Palestina. La cultura deve essere, oggi più che mai, un ponte di pace e un richiamo alla responsabilità civile.
Buona fine 2025 e un meraviglioso inizio 2026 a tutti voi.
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