Sanità

Che fine hanno fatto i progetti PNRR sulla sanità, Ospedali e Case di Comunità?

Esprimo con sempre maggiore preoccupazione il mio fermo richiamo all’attenzione sull’andamento, o meglio sul non-andamento, dei progetti relativi alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità in Basilicata, finanziati grazie alle risorse del PNRR. In veste di consigliere comunale d’opposizione per il Movimento 5 Stelle, nonché ex sindaco di Matera ed ex presidente della Conferenza dei Sindaci per la sanità provinciale, non posso restare in silenzio di fronte all’evidente stallo che rischia di compromettere la sanità territoriale nel nostro territorio.

Questi presidi rappresentano il pilastro della nuova sanità di prossimità: è su di essi che si basa la possibilità di offrire assistenza sul territorio, alleviando la pressione sugli ospedali e garantendo risposte vicine ai cittadini. A livello nazionale, pur con ritardi e criticità, sono già operative molte strutture, ma la Basilicata continua a registrare ritardi significativi e un avanzamento estremamente limitato.

Nella provincia di Matera la situazione è ancor più grave. L’Azienda Sanitaria di Matera aveva indicato localizzazioni precise per le Case di Comunità e annunciato progetti esecutivi che oggi risultano sostanzialmente disattesi. I cantieri non partono, le procedure si arenano, e la prospettiva di arrivare alla scadenza senza aver completato nulla diventa sempre più concreta.

Questo immobilismo è particolarmente allarmante perché i fondi PNRR non sono risorse aperte o rinnovabili: hanno scadenze precise e, se non utilizzati nei tempi stabiliti, andranno irrimediabilmente perduti. Si tratta di risorse ottenute in un momento storico delicato, grazie al lavoro del Governo Conte, e rappresentano un’occasione irripetibile per rafforzare la sanità di prossimità e migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Il Rapporto AGENAS, che monitora l’attuazione del nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal D.M. 77/2022, evidenzia in modo chiaro il ritardo di diverse regioni, tra cui la nostra, che non riescono ad avviare concretamente i progetti né a garantire una pianificazione efficace. Ciò significa che, a oggi, la Basilicata si trova in una delle posizioni peggiori in termini di avanzamento dei lavori e di utilizzo delle risorse.

La mia personale preoccupazione è netta: stiamo rischiando che questa grande opportunità si trasformi in un fallimento, lasciando i cittadini privi di risposte essenziali e di strutture fondamentali per la cura e la prevenzione. Il tempo a nostra disposizione è poco, e senza una decisa accelerazione si perderà una chance storica per rinnovare la nostra sanità.

Chiedo all’attuale Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, di abbandonare ogni posizione difensiva verso il governo regionale, anche se dello stesso colore politico, e di assumere invece un ruolo propositivo e concreto per la salute dei cittadini. Propongo che convochi con urgenza una Conferenza dei Sindaci della provincia di Matera dedicata esclusivamente alla sanità territoriale. È necessario fare il punto con tutti i sindaci, l’ASM, la Regione e le istituzioni competenti per sollecitare il raggiungimento degli obiettivi, vigilare sul cronoprogramma e applicare correttivi immediati.

Ricordo ancora le tante battaglie fatte, il Patto sulla sanità dei sindaci lucani da me coinvolti e le 9 conferenze sulla sanità convocate, un record raggiunto in 4 anni che però non ha trovato ancora piena corrispondenza nell’attuazione a livello regionale di quegli indirizzi dettati dai sindaci: riduzione delle liste d’attesa, investimenti sul personale, sulla formazione, attrattiva professionale dei bandi e dei nostri ospedali, rafforzamento della sanità territoriale.

In conclusione, non si tratta di polemica politica, ma di responsabilità verso la comunità. È una questione che riguarda la vita quotidiana delle persone, la loro sicurezza, la loro salute. Non possiamo permettere che Matera e la sua provincia diventino ancora una volta il fanalino di coda di un processo che avrebbe dovuto portare innovazione e servizi. Serve un impegno serio, condiviso e immediato, per non perdere definitivamente questa occasione di rinascita per la nostra sanità territoriale.

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