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Ancora una volta, il Consiglio Comunale di Matera si è chiuso senza riuscire a nominare il Presidente del Consiglio.

Ancora una volta, il Consiglio Comunale di Matera si è chiuso senza riuscire a nominare il Presidente del Consiglio….. Quando accadeva a noi, Fratelli d’Italia invocava con forza le dimissioni del sindaco. Oggi quegli stessi consiglieri fanno finta di nulla. Qualcuno di loro si è persino assentato, forse per lanciare messaggi politici legati a delusioni personali, purtroppo sempre riconducibili alla logica delle postazioni e non al bene comune. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Anche questa volta, non sono state enunciate le linee programmatiche della nuova amministrazione. Eppure, pur senza conoscere ancora ufficialmente gli obiettivi politici, c’è già chi ha ormai completato la sua “transumanza” politica, è il caso di Matera 2030, il cui capogruppo, Casino con sorprendente sincerità, ha dichiarato che il progetto di Cifarelli, al quale aveva aderito, avrebbe dovuto essere un “Centro Moderato Civico”, ben distante da quel centrosinistra che per mesi aveva sbandierato vessilli pacifisti e progressisti. Un po’ di chiarezza servirebbe, almeno per rispetto di chi ha creduto in un progetto politico che oggi appare profondamente snaturato. La politica, se diventa ambigua e contraddittoria, smette di essere credibile. Rischia di trasformarsi in un teatrino dove tutto si equivale e le differenze perdono senso. E in questa confusione, a pagarne il prezzo sono i cittadini, che si sentono traditi e si allontanano sempre di più.

Nel mio intervento in aula (in basso), al contrario, ho voluto mantenere un atteggiamento responsabile e propositivo. Ho scelto di concentrarmi sul merito del punto all’ordine del giorno: la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Ho evidenziato ciò che mi ha convinto e ciò che invece mi lascia perplesso. Una delibera quella sul bilancio di Assestamento che è passata solo grazie al voto favorevole di una parte significativa dell’opposizione che ha votato a favore sull’immediata esecutività, un fatto che dice molto sullo stato attuale della non-maggioranza.

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