Cultura e turismoMatera

Matera 2026, a tre mesi dalla fine dell’anno ancora nessun esito per il bando d’agosto.

Lo dico con una certa amarezza, e lo dico insieme agli altri consiglieri di minoranza di Matera: la gestione dei bandi per Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 sta accumulando ritardi che non si possono più far finta di non vedere.

Facciamo il punto. In estate la Fondazione Matera Basilicata 2019 ha lanciato l’avviso pubblico per contributi ad attività ed eventi culturali, legato al dossier “Terre Immerse”. La scadenza era il 24 agosto, dopo una proroga. Ci era stato detto che gli esiti sarebbero arrivati a metà ottobre. Poi si è parlato di fine ottobre. Oggi, a quanto mi risulta in maniera informale, si farebbe addirittura strada l’ipotesi di metà novembre. Siamo a metà ottobre e di graduatorie non c’è traccia, né di date certe.

Mi chiedo, e chiedo a chi governa, una cosa semplice: come può un’associazione, una compagnia teatrale, un’impresa culturale della nostra città, o comunque del territorio, progettare, ingaggiare artisti e organizzare un evento se non sa nemmeno se riceverà un contributo, a ridosso della fine dell’anno in cui si celebra il titolo? Se l’esito dovesse arrivare a metà novembre, resterebbero poche settimane per realizzare gli eventi sostenuti, con il rischio concreto di riempire il calendario di iniziative improvvisate o, peggio, di non realizzarne affatto.

A questo si aggiunge una contraddizione che per me è difficile da ignorare. Da un lato si impiegano mesi per valutare un bando estivo. Dall’altro il Comune ha pubblicato l’8 ottobre un avviso con scadenza al 13 ottobre: solo cinque giorni per presentare i progetti. Il risultato è che sono arrivate appena dieci proposte, una partecipazione scarsissima che dimostra quanto questo metodo allontani la città invece di coinvolgerla. Tempi lunghissimi quando si tratta di decidere, tempi strettissimi quando si tratta di chiedere alla città di partecipare. Così si mortifica la partecipazione e si riduce la progettazione culturale a una sbrigativa formalità amministrativa.

Intanto il sindaco sembra preferire la politica degli annunci: viaggi, presenze istituzionali da Bruxelles a Rimini, glorificazione di appuntamenti di routine come il presepe. Sono attività legittime, sia chiaro, ma non possono sostituire il lavoro concreto né servire a distogliere l’attenzione da ciò che la città attende davvero, cioè trasparenza, tempi certi e rispetto per gli operatori culturali del territorio. Lo dico anche da ex sindaco: so bene quanto sia faticoso far funzionare la macchina amministrativa, ma proprio per questo so che i tempi certi sono il minimo che si deve a chi lavora e investe nella cultura.

Per questo chiedo all’amministrazione comunale e alla Fondazione Matera Basilicata 2019 di rendere noti immediatamente gli esiti del bando d’agosto o, in alternativa, un cronoprogramma ufficiale e vincolante con date certe. Chiedo che vengano spiegate pubblicamente le ragioni dei ripetuti slittamenti e che si chiarisca, qualora si tratti di carenza di personale o di altre difficoltà organizzative, a chi siano imputabili i ritardi e cosa si intenda fare per superarli. Chiedo di sapere quante risorse siano state effettivamente impegnate e quante restino ancora da assegnare. Per i prossimi avvisi pretendo tempi congrui per la presentazione delle proposte e criteri di valutazione chiari. E chiedo, infine, che sullo stato di attuazione del programma di Matera 2026 si riferisca in Consiglio comunale e nella commissione competente.

Matera ha vinto questo titolo con il contributo dell’intera comunità e non può permettersi di sprecarlo tra rinvii e comunicazione di facciata. Io, insieme agli altri consiglieri, continuerò a incalzare finché la città non avrà risposte.

Domenico Bennardi

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