Matera, la macchina comunale sul filo: il decreto sui dirigenti mi preoccupa

L’Amministrazione Nicoletti sceglie di governare la macchina comunale facendo il funambolo su una corda sfilacciata e senza asta di equilibrio. Se la struttura viene sottoposta a uno stress eccessivo, cade tutto.
Ho letto con attenzione il Decreto Sindacale n. 252/2026 sulla conferma degli incarichi dirigenziali e voglio dire con chiarezza cosa mi preoccupa, da consigliere comunale e da ex Sindaco.
Il decreto non tiene conto, prima di tutto, del Piano di riorganizzazione e ottimizzazione del personale che il Comune ha commissionato e pagato durante la mia amministrazione. Soldi dei cittadini spesi inutilmente? Quel piano oggi giace nei cassetti della Segreteria. Era sicuramente perfettibile, da adeguare a uno scenario mutato, ma poteva e può essere la base di una riorganizzazione con una logica e una strategia. Noi avevamo cominciato a muoverci in coerenza con esso: ad esempio trasformando l’Avvocatura in ufficio legale comunale, come avviene in molti altri comuni, con l’idea di liberare un settore e un dirigente da dedicare finalmente in modo esclusivo al Patrimonio e ai Sassi. Un percorso che, come sappiamo, è stato bruscamente interrotto. Oggi il Patrimonio viene invece accorpato, con una scelta azzardata e poco coerente, al Settore Finanziario, e i Sassi restano frammentati tra i settori.
Il punto più critico, per me, è il carico attribuito al dott. Paolo Milillo. Ne riconosco le capacità professionali, ma mi sembra davvero troppo. È comandante della Polizia Locale, quindi anche della Protezione Civile, della mobilità, del SUAP e del commercio. È Vice Segretario e Responsabile anticorruzione. È dirigente ad interim dei Servizi Sociali e oggi gli viene affidato anche il Settore Finanziario con il Patrimonio, ed è primo sostituto in altri due settori. Parliamo dei servizi sociali di una città, dei conti del Comune con i debiti fuori bilancio e la delicata questione del debito con il Demanio, del patrimonio dell’ente, della sicurezza urbana. Un’amministrazione seria avrebbe cercato un equilibrio diverso e più equo.
Sugli incarichi ad interim c’è troppo abuso. Dovrebbero essere provvisori e di breve durata, non un modello di governo permanente. Il Comune è in questo momento senza due dirigenti titolari, Finanziario e Avvocatura, e certamente non aiutano alcune prolungate assenze dirigenziali, né le recenti dimissioni del Capo di Gabinetto, figura chiave per la gestione dello staff al sesto piano di Palazzo di Città. Lo stesso decreto ammette che l’iter di modifica della macrostruttura è ancora in corso e rinvia a futuri atti la procedura di reclutamento del dirigente del Finanziario, senza indicare alcuna tempistica. Mi chiedo quanto meno se ci sia stato un confronto con le organizzazioni sindacali, visto che con i consiglieri comunali, almeno quelli di opposizione, il dialogo sulla riorganizzazione è pari a zero.
C’è poi il clima interno. Frequentando il Palazzo quasi ogni giorno, avverto smarrimento e tensione tra uffici, settori e tra gli stessi dirigenti, con voci di possibili iniziative legali tra alcuni di loro. Se fossero confermate, sarebbe un ambiente in cui è veramente difficile valorizzare le numerose competenze di dirigenti, funzionari e dipendenti. A un anno dalla nomina del Segretario Generale, scelta dal Sindaco, ci saremmo aspettati una regia più incisiva nel tenere insieme i dirigenti e nel costruire un assetto organico, non un sistema di incarichi a catena. Viene da chiedersi chi stia davvero guidando la macchina comunale: la politica, che dovrebbe dare l’indirizzo, o la struttura?
Da attuale amministratore ma anche da ex Sindaco che ha guidato questa macchina fino al 2024, composta da personale preparato e impegnato, sono oggi molto preoccupato.
Domenico Bennardi
