MateraPolitica e società

Pepe faccia l’assessore, non l’opinionista. E al Comune di Matera si smetta di navigare a vista

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L’assessore regionale Pasquale Pepe sostiene che Matera abbia bisogno di “chi dà e non di chi chiede”. È una frase che potrei anche condividere, se non fosse pronunciata proprio da chi oggi ricopre un ruolo istituzionale preciso e dovrebbe preoccuparsi, innanzitutto, di ciò che può e deve fare per il nostro territorio.

Credo che Pepe dovrebbe pensare a fare l’assessore alle Infrastrutture, non l’opinionista della politica materana. A Matera, infatti, aspettiamo ancora ciò che deve darci. Non ci servono assessori regionali nominati per commentare le dinamiche cittadine; ci servono amministratori che, nel rispetto degli indirizzi politici e dei rappresentanti eletti, trasformino le proprie competenze in risultati concreti per i territori.

Infrastrutture: servono risorse, non annunci Parlando proprio di infrastrutture, mi piacerebbe conoscere quali siano le risposte concrete che la Regione intende dare a Matera. Penso alla SS7 e al collegamento verso Ferrandina: un’infrastruttura strategica che la nostra città attende da anni. Non possiamo continuare a vivere di annunci, promesse e infiniti passaggi burocratici. È esattamente su questo che un assessore regionale alle Infrastrutture dovrebbe concentrare il proprio impegno: portare risorse, accelerare gli iter, sollecitare il Governo e trasformare le esigenze del territorio in opere realizzate. Non abbiamo bisogno di lezioni sulla politica cittadina, ma di impegno, risorse e risultati.

La crisi in Comune: un’amministrazione che naviga a vista Venendo poi alla crisi che sta attraversando il Comune di Matera, credo sia arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome. Non siamo più davanti a qualche “fisiologica fibrillazione” di maggioranza, né soltanto a una banale discussione sugli equilibri politici. Siamo davanti a un’amministrazione che ormai naviga a vista, impegnata soprattutto a trovare nuovi assetti per riuscire a galleggiare, mentre la città rischia di rimanere ferma nell’inerzia amministrativa.

E attenzione: non è più soltanto l’opposizione a dirlo. Quando persino un consigliere di maggioranza come Martoccia arriva a parlare pubblicamente di fallimento dell’assessorato alla Cultura e sostiene che si potrebbe “tornare al voto anche oggi”, evidentemente qualche domanda sulla tenuta politica e amministrativa di questa maggioranza bisogna porsela seriamente.

Come sta la nostra città? Al di là degli equilibri di Palazzo, c’è una questione ancora più vitale: come sta la città? Le linee programmatiche con cui questa amministrazione si è presentata ai cittadini sembrano ormai sogni abbandonati. Il problema non riguarda soltanto le grandi visioni, ma l’ordinario, che sembra procedere con enorme difficoltà. Basta guardare le condizioni di molte strade cittadine, il terminal bus di via don Luigi Sturzo (ancora sostanzialmente abbandonato), e i grandi cantieri che continuano a procedere senza quei progressi che Matera avrebbe diritto di vedere: dal cineteatro Duni a piazza della Visitazione, fino allo stadio.

Il rischio di sprecare l’eredità culturale E poi c’è la Cultura. Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 rappresentava un’opportunità straordinaria. Un titolo che avevamo lasciato in dote alla città e che avrebbe potuto (e dovuto) essere utilizzato per costruire relazioni internazionali, cooperazione culturale, progettualità e nuove occasioni di sviluppo. Era, ed è, una grande occasione per Matera. Il rischio concreto è che venga sprecata senza riuscire a trasformarla in una vera strategia. Per questo trovo significativo che le critiche arrivino ormai anche dall’interno della stessa maggioranza: non è più possibile liquidare tutto come una semplice polemica dell’opposizione.

Governare non è sopravvivere Matera non può permettersi un’amministrazione che viva alla giornata pur di conservare le proprie poltrone. Se questa maggioranza esiste ancora, chiedo al sindaco Nicoletti di venire in Consiglio comunale, chiarire definitivamente gli equilibri politici e, soprattutto, dire alla città quale progetto ha in mente e quali risultati concreti intende raggiungere. Perché governare non significa semplicemente sopravvivere politicamente. Matera ha bisogno di una maggioranza che governi, non di una maggioranza che galleggi. E ha bisogno di istituzioni che producano risultati, non di rappresentanti che si limitino a commentare i problemi.

Questo vale per il Comune. E vale, a maggior ragione, per la Regione Basilicata. Pepe ci dice che Matera ha bisogno di chi dà. Sono d’accordo. Adesso aspettiamo di vedere cosa la Regione e il suo assessore alle Infrastrutture saranno capaci, concretamente, di dare a Matera.

Domenico Bennardi

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