Beni CulturaliMatera

Nuovo bando Casa Cava: manca una visione culturale, ignorata la co-progettazione con le associazioni

L’Amministrazione del Sindaco Nicoletti sembra continuare a confondere la gestione del patrimonio culturale con la mera contabilità o, peggio, con dinamiche e interessi interni, dimostrando una totale assenza di visione strategica per i contenitori più suggestivi e importanti della nostra città.

Il mio riferimento è alla recente delibera n. 162 del 16 giugno scorso (in basso), con cui la Giunta Comunale ha approvato gli indirizzi per l’avvio di una procedura definita “urgente” di gara aperta per l’affidamento in concessione di Casa Cava per 5 anni (più uno di proroga), basata sul semplice criterio economico dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Giustificare questo bando con il pretesto dell’urgenza e dell’imminente scadenza del precedente contratto è una scusa che, a mio avviso, non può reggere. Questa Amministrazione è in carica ormai da un anno: c’era tutto il tempo per programmare e muoversi con mesi di anticipo, evitando di ridursi all’ultimo minuto. Casa Cava, uno dei cuori pulsanti del nostro patrimonio ipogeo nei Sassi, avrebbe potuto e dovuto accogliere la proposta di alcune storiche associazioni materane per una reale co-progettazione culturale. Oppure, poteva rappresentare la prima, straordinaria forma sperimentale a Matera per un vero “Patto di Collaborazione”, nel solco del Regolamento sui Beni Comuni di cui stiamo discutendo proprio in queste settimane in Commissione.

Invece, la Giunta ha preferito la strada più fredda e meno lungimirante, legata esclusivamente alle offerte economicamente più vantaggiose.

Ma l’aspetto che ritengo più grave riguarda il totale muro di gomma alzato nei confronti delle realtà culturali storiche del territorio. Appare completamente ignorata, quasi fosse carta straccia, la formale e interessantissima proposta di un percorso di co-progettazione presentata dall’Onyx Jazz Club ai sensi dell’articolo 55 del Codice del Terzo Settore. Parliamo di un sodalizio che non solo ha inviato un progetto dettagliato denominato “Caviamo cultura da Casa Cava” al Sindaco, agli assessori e ai componenti della commissione, ma che era stato anche ascoltato in audizione in Commissione Cultura. Mi chiedo: che senso ha invitare le associazioni in Commissione, senza che questa abbia persino ultimato la discussione sulla proposta presentata, se poi la Giunta decide autonomamente e deliberatamente di ignorare i loro contributi?

Sollevo infine un dubbio di opportunità politica che, purtroppo, pesa sulle scelte dell’esecutivo. Viene da chiedersi se dietro questa fretta e questa totale chiusura verso modelli partecipativi non vi siano dinamiche interne alla maggioranza. Il sospetto che un potenziale conflitto di interessi nell’Amministrazione possa arrivare a bendare o condizionare qualunque tipo di visione alternativa e partecipata è legittimo, considerando i legami di parentela tra l’attuale governance del centro culturale e figure di primo piano della massima assise cittadina. Se così fosse, sarebbe gravissimo: Matera e i materani meritano una gestione della cultura trasparente, partecipata e non blindata dentro logiche puramente commerciali.

Come gruppo consiliare chiediamo al Sindaco Nicoletti e alla sua Giunta un immediato ripensamento. Si fermi questa procedura fredda e si apra un tavolo di co-progettazione che rimetta al centro i giovani, le associazioni e l’innovazione sociale, prima che Casa Cava venga definitivamente trasformata in un mero spazio d’affitto a scapito della reale produzione culturale della nostra terra.

Domenico Bennardi

Lascia un commento