TPL Matera, il mio intervento in Consiglio: servono risposte chiare su lavoratori e costi ambientali
Il video del mio intervento durante l’ultimo Consiglio Comunale sul Trasporto Pubblico Locale. Non bastano le rassicurazioni: la Regione sia protagonista e tuteli il bilancio di Matera e il futuro dei lavoratori.

Cari concittadini,
torno su questo argomento perché durante la massima assise cittadina dello scorso 4 giugno, ho voluto ribadire con forza la mia posizione e preoccupazione e quindi quella del gruppo del Movimento 5 Stelle riguardo al futuro del Trasporto Pubblico Locale (TPL) a Matera. Come avevo già anticipato qualche giorno fa proprio su queste pagine, la scadenza del passaggio di gestione si avvicina a grandi passi, ma i nodi da sciogliere rimangono ancora troppi e troppo complessi.
Nel video del mio intervento che trovate qui sopra, ho voluto fare chiarezza su alcuni punti fondamentali per evitare il solito e sterile “scaricabarile” sulle passate amministrazioni. La sottoscrizione delle convenzioni precedenti era un atto propedeutico e preliminare, che non vincolava in alcun modo le scelte contrattuali definitive. Oggi, prima di arrivare alla firma del contratto con il nuovo gestore, l’attuale amministrazione ha il dovere e la possibilità di pretendere certezze.
Le domande che ho posto alla giunta e all’assessore sono precise e riguardano tre pilastri fondamentali per la nostra comunità:
1. Chi paga la transizione ecologica?
Le normative europee ci obbligano, giustamente, a una mobilità sostenibile e a un parco autobus progressivamente elettrico. Tuttavia, la ditta che dovrebbe subentrare a Matera – arrivata seconda nella gara regionale a causa di una clausola sui lotti che ha privilegiato Potenza – non ha previsto nel punteggio tecnico quelle migliorie green e quel corpo macchina elettrico che erano presenti in altre offerte. Sentir parlare di “fondi PNRR non meglio specificati” come soluzione fa riflettere, visto che siamo ormai in piena fase di rendicontazione e i tempi stringono. Chi coprirà i costi di questa transizione ambientale ed ecologica? Non possiamo permettere che a pagare siano il bilancio comunale o i cittadini.
2. La tutela dei lavoratori e la clausola sociale
A meno di un mese dal paventato cambio di gestore, i lavoratori vivono in un clima di profonda e comprensibile incertezza. Ho chiesto massima chiarezza sulle interlocuzioni con la Regione Basilicata per garantire l’applicazione della clausola sociale. Rappresentare la città significa anche stare al fianco di questi lavoratori, delle loro famiglie, e di tutti gli utenti – studenti, pensionati, lavoratori – che utilizzano quotidianamente i bus. Tra l’altro, pianificare un cambio di gestione così radicale proprio alla vigilia del 2 luglio, la nostra Festa della Bruna, dimostra una evidente mancanza di conoscenza delle dinamiche e delle esigenze della comunità materana.
3. Il rischio di contenziosi e il ruolo della Regione
La situazione generata dai criteri di gara è complessa e il rischio che si aprano pesanti contenziosi legali tra le aziende è concreto. Se ci saranno battaglie legali, la città di Matera deve essere blindata. La Regione Basilicata non può rimanere a guardare: deve assumersi la responsabilità delle regole che ha stabilito, coprendo le spese di eventuali contenziosi e garantendo i supporti finanziari necessari.
Il Consiglio Comunale come risorsa
Come consiglieri comunali abbiamo il dovere di essere una risorsa per la città e di supporto nell’azione di tutela del territorio. Per questo motivo, ritengo opportuno sottoscrivere in modo compatto un Ordine del Giorno che impegni formalmente il Sindaco e la Giunta a pretendere dalla Regione Basilicata la massima presenza, trasparenza e assunzione di responsabilità.
Dobbiamo muoverci uniti per difendere tre cose sacre: la tutela della città, la tenuta del bilancio comunale e il futuro dei lavoratori.
Domenico Bennardi
Consigliere Comunale di Matera