Senza categoria

A proposito di Zona economica speciale (Zes)

«Nella precedente Amministrazione avevamo istituito un assessorato ad hoc, puntando su Zes calibrate alle nostre peculiarità: cultura e zone franche energetiche e rurali. Serve un Piano industriale regionale, ma Cifarelli da assessore regionale ha sempre ignorato l’argomento e oggi vorrebbe intestarsi ciò che noi stavamo già realizzando».

«Prima dell’istituzione della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, nel 2023, c’erano otto Zes regionali e interregionali, distinte per regione o gruppi di regioni in specifici territori del Sud. Quando abbiamo saputo che la normativa sarebbe cambiata con l’entrata in vigore della Zes unica per il mezzogiorno, il 1 gennaio 2024 abbiamo immaginato come Amministrazione comunale di lavorare a una Zes che rispondesse alle esigenze e specificità del nostro territorio, puntando su alcuni pilastri fondamentali, in primo luogo la cultura». Lo comunica il candidato sindaco Domenico Bennardi, ribadendo la necessità che la Zes sia declinata in un vero Piano industriale regionale e ricordando che il candidato Cifarelli, da assessore regionale, aveva ignorato completamente l’argomento definendo la Zes Cultura “una pernacchia”, mentre oggi cerca di intestarsi un impegno già realizzato dall’Amministrazione comunale uscente. «Sulla Zes noi siamo stati il primo Comune in Basilicata a dedicare un assessorato specifico -spiega Bennardi- consapevoli che la misura così concepita dal governo centrale fosse insufficiente perché il nostro territorio presenta peculiarità, diversità ma anche tante carenze infrastrutturali rispetto al resto del sud.

Quindi abbiamo elaborato pacchetti di misure complementari, che dessero valore alla Zes tenendo conto delle peculiarità e criticità del territorio, in quanto con la zona unica si è creata una sorta di “guerra tra poveri” nei 2.550 Comuni: i dati sulla presentazione dei progetti candidati in Basilicata sono alquanto allarmanti. Siamo tra le ultime regioni per progetti presentati di allocazione di impianti produttivi. Allora, siccome Matera ha una specificità, abbiamo puntato sulle nostre peculiarità: cultura, Zona franca energetica e Zona franca rurale. Già nel Documento unico di programmazione 2023, abbiamo inserito l’istituzione delle Zone franche rurali. Alla Zes Cultura abbiamo destinato immobili nei Sassi da risanare e bonificare, avviando tutte le interlocuzioni necessarie con Regione e Governo centrale: una parte del palazzo dove si trova la Fondazione “Zetema” e il Casale. Poi abbiamo immaginato e sposato il progetto della “Fabbrica-giardino” su modello olivettiano -prosegue Bennardi- rispettando la vocazione del borgo La Martella, da realizzarsi sui terreni dell’Alsia, sposando a pieno l’idea che la cultura possa e debba produrre ricchezza e lavoro. Questo porterà un grande vantaggio alla nostra comunità, perché si prevede l’impiego di 400 risorse in quella fabbrica giardino, improntata alla sostenibilità con l’uso di veicoli elettrici all’interno, un’area dedicata alle mamme lavoratrici che potranno portare i propri figli con sè. In più abbiamo puntato sull’energia, sulla Zona franca energetica, perché in Basilicata esiste il secondo giacimento di petrolio europeo, quindi considerando che non si apportano vantaggi reali per le aziende e l’attrattiva di investimenti andando a incidere sulla materia prima, come fa il Bonus gas della Regione Basilicata, ma solo abbattendo il costo delle accise. A quel punto abbiamo sposato il progetto della Zona franca energetica, che giace nei cassetti di viale Verrastro ormai dal 2014. -rimarca Bennardi- Un progetto adottato con delibere di giunta e Consiglio da 116 Comuni lucani, quindi è come se si fosse celebrato un referendum tacito nella popolazione, che merita di vedere la luce. Ovviamente ora meriterebbe un adeguamento e sarebbe stato di grande aiuto non solo alle imprese che vengono qui a localizzare i loro impianti produttivi, ma anche alle famiglie e ai cittadini lucani. Avrebbe portato a ridurre tutte le accise su tutti i prodotti di derivazione petrolifera: il gas, il gasolio per il riscaldamento, gli impianti elettrici». Nella precedente Amministrazione si sono progettati anche i Depositi doganali, con la realizzazione della tratta ferroviaria e quindi all’arrivo delle merci su strada ferrata. «I Depositi doganali -spiega Bennardi- possono essere declinati e gestiti sia dal punto di vista pubblico, che privato per recuperare anche i locali dismessi, a borgo La Martella e nell’area industriale. Creare un deposito senza far pagare la tassazione, per tutto il tempo in cui le merci vengono custodite. Avevamo fissato un incontro il 9 novembre 2024 con Il Commissario straordinario della Zes unica, l’avvocato Romano, proprio per portare avanti questo percorso che è rimasto interrotto a causa della fine prematura dell’Amministrazione. In questo periodo più di qualcuno si vuole intestare il progetto della Zes Cultura -rimarca Bennardi- ma ricordo che attraverso una delibera di giunta comunale della mia Amministrazione, la 24 del gennaio 2024, fondamentale per l’adozione della Zes unica a Matera, per la prima volta viene citata la Zes Cultura impegnando l’ente comunale a offrire supporto, spazi, ma anche agevolazioni e aiuti finalizzati a favorire l’insediamento di nuove imprese, come l’esonero dei costi di costruzione degli oneri di urbanizzazione e lo snellimento della burocrazia, che penalizza maggiormente l’insediamento di nuovi impianti produttivi. il progetto della Zes Cultura sarà il primo progetto presentato in Italia da un soggetto pubblico, ma che ovviamente dovrà connettersi col mondo privato di quell’industria creativa e culturale di cui siamo. Quando le Zes sono state introdotte in Italia, Cifarelli era assessore regionale alle Attività produttive, quindi aveva in mano tutti gli strumenti utili a favorire lo sviluppo delle aree industriali all’epoca incluse nella Zes interregionale jonica, quindi allocate nei territori delle due aree industriali di Jesce e La Martella, ma non ha prodotto nulla, nessun atto, nessun provvedimento a favore della Zes, come se lo strumento non esistesse. Se ne ricorda adesso in campagna elettorale, quando invece il percorso è stato avviato dalla nostra Amministrazione. Come non ha fatto nulla per la Zona franca energetica di cui era a conoscenza, visto che è un progetto che giace nei cassetti della Regione dal 2014. Lui poteva occuparsene, visto che era parte della maggioranza regionale di cui era presidente Pittella; poteva attuarlo quando era assessore, ma lo ha sottovaluto a differenza del Commissario Romano, il quale nel momento in cui ha ricevuto la documentazione che la mia Amministrazione ha inviato, insieme a tutte le delibere dei 116 Comuni lucani, ha deciso di darci subito udienza. Abbiamo la Pec che arriva proprio dalla Presidenza del consiglio dei ministri. A differenza nostra -conclude Bennardi- Cifarelli non ha alcun atto o comunicazione indirizzata al Governo centrale, che dimostri la volontà di attuare una zona franca energetica che dalle interlocuzioni nazionali potrebbe vedere la luce con una legge nazionale nel giro di 60 giorni».

Lascia un commento