Politica e società

Prevenzione al suicidio: una necessità sociale e una sfida che la politica non può più ignorare

Di fronte a certe tragedie il silenzio è spesso la prima reazione, ma per chi siede nelle istituzioni il silenzio non può e non deve diventare indifferenza. Il fenomeno del suicidio rappresenta oggi una delle sfide più drammatiche della nostra epoca. In Italia contiamo circa 4.000 decessi annui certificati, un numero già di per sé enorme ma purtroppo sottostimato, a cui si aggiunge un numero di tentativi circa venti volte superiore.

Come primo firmatario, insieme a diversi colleghi consiglieri, ho depositato un Ordine del Giorno per impegnare il Sindaco Nicoletti e la sua Giunta a dare risposte concrete su questo fronte. Non si tratta di una battaglia di parte, ma di un atto di civiltà per Matera.

I dati più recenti ci dicono che il disagio psicologico sta crescendo in modo allarmante, soprattutto tra i giovani delle generazioni Y e Z nel post-pandemia. Vediamo aumentare i casi di autolesionismo e i disturbi del comportamento alimentare: segnali di un malessere profondo che attraversa anche la nostra Basilicata, storicamente segnata da fragilità legate all’isolamento sociale e a dinamiche occupazionali complesse.

La mia convinzione è chiara: la salute mentale non può restare chiusa nelle stanze della psichiatria. Deve diventare una questione di comunità. Matera deve avere il coraggio di trasformarsi in una città che cura, capace di intercettare il dolore prima che diventi tragedia irreparabile. Lo stigma sociale e la vergogna sono ancora barriere altissime che impediscono a chi soffre di chiedere aiuto. Dobbiamo abbattere queste mura.

Le politiche attuali, come il Bonus Psicologo, pur essendo un segnale, restano spesso insufficienti e lasciano i cittadini soli davanti a costi insostenibili per le cure private. Per questo, con l’OdG presentato, chiediamo impegni precisi: l’istituzione di un Osservatorio Comunale sul disagio sociale per monitorare il territorio insieme ad ASM e scuole, la creazione di una Rete Cittadina per la Vita e lo stanziamento di risorse specifiche nel bilancio comunale per garantire supporto psicologico gratuito alle fasce più deboli.

Vogliamo inoltre che si formino delle sentinelle territoriali, i cosiddetti gatekeepers, nelle scuole e nei centri di aggregazione, persone capaci di riconoscere i segnali di rischio. Infine, chiediamo che il Comune di Matera faccia sentire la sua voce presso la Regione Basilicata per potenziare i dipartimenti di salute mentale, oggi drammaticamente sotto-organico.

Uscire dall’ordinaria amministrazione e dalla politica delle passerelle significa occuparsi della carne viva della nostra società. Prevenire il suicidio è possibile, ma serve una rete che non lasci indietro nessuno.

I consiglieri firmatari: Domenico Bennardi, Marina Rizzi, Augusto Toto, Raffaele Angelo Cotugno, Annunziata Antezza, Saverio Tarasco, Domenico Schiavo, Adriana Violetto, Roberto Cifarelli, Roberto Suriano, Angelo Lapolla, Tommaso Perniola, Angelo Rubino.

Lascia un commento