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Parco di Serra Venerdì, Nicoletti continui pure a tagliare nastri, ma il progetto e il percorso amministrativo partono dalla nostra Giunta. Ora si proceda con trasparenza e chiarezza per la gestione

Matera, 22 ottobre 2026 – Sono sinceramente felice che il Parco di Serra Venerdì si avvii finalmente verso la piena restituzione alla città. È un risultato importante per il quartiere e per Matera, perché parliamo di uno spazio verde che abbiamo voluto trasformare in un luogo di socialità, sport, servizi e accoglienza turistica. Ma una cosa è essere soddisfatti perché un progetto arriva finalmente ai cittadini, un’altra è assistere alla sistematica attribuzione di meriti a chi quel percorso non lo ha avviato. Il sindaco Nicoletti e l’assessore ai Lavori pubblici Lucia Gaudiano possono legittimamente raccontare il lavoro svolto durante il loro mandato, ma non possono riscrivere la storia amministrativa di quest’opera. Il progetto di riqualificazione, la sua revisione strategica e il percorso per costruire il modello di gestione del parco sono stati impostati e seguiti durante la mia amministrazione, dal 2020 al 2024. E oggi, documenti alla mano, è giusto che la città lo sappia.
Non si tratta di una polemica personale, ma di una questione di correttezza istituzionale. La documentazione che allego parla chiaro. Con la nota sindacale del 16 giugno 2022 avviammo il percorso per una rivisitazione progettuale dell’intervento; con la deliberazione di Giunta comunale n. 253 del 15 luglio 2022 prendemmo atto della relazione del responsabile unico del procedimento e impartimmo gli indirizzi necessari per migliorare la struttura e predisporre il percorso di affidamento della gestione.

L’obiettivo era superare la semplice riqualificazione di un’area verde e realizzare un parco urbano capace di offrire servizi ai residenti e, al tempo stesso, attrarre nuove forme di turismo, con un modello gestionale sostenibile nel tempo. Un lavoro complesso, che richiese il coinvolgimento di più uffici comunali, riunioni operative e un coordinamento intersettoriale al quale contribuirono l’allora capo di Gabinetto, avvocato Gianfranco Lopez, e le professionalità tecniche impegnate nella definizione del percorso amministrativo e del piano economico-finanziario.


C’è poi un documento che ritengo particolarmente eloquente: la mia lettera (vedi in basso) del 22 settembre 2023 alla Presidenza del Consiglio dei ministri, relativa agli interventi del Programma periferie urbane. In quella comunicazione spiegavo che il piano di gestione, destinato a essere affidato mediante un apposito bando pubblico, avrebbe consentito al futuro concessionario di sostenere i costi di manutenzione e gestione delle strutture, senza oneri per il Comune. Evidenziavo inoltre la necessità di integrare le dotazioni del parco con un campo da padel coperto, ritenuto importante per raggiungere l’equilibrio economico della gestione, e chiedevo l’autorizzazione a utilizzare 210.000 euro delle economie derivanti dal ribasso d’asta, pari complessivamente a 313.524,75 euro. Sono atti datati, protocollati e verificabili. Non comunicati costruiti a posteriori.
Per questo, quando vedo presentare oggi il parco e il suo bando come il risultato dell’attuale amministrazione, la domanda è semplice: perché non raccontare ai cittadini anche ciò che è stato fatto prima? Nicoletti e Gaudiano stanno portando avanti un percorso amministrativo che era già stato avviato e strutturato durante il nostro mandato. Bene che si arrivi al traguardo, ma sarebbe corretto riconoscere il lavoro di chi ha progettato, coordinato e impostato le scelte che hanno reso possibile questo risultato. La città non ha bisogno di una gara a chi taglia più nastri, ma di continuità amministrativa, trasparenza e rispetto per il lavoro delle istituzioni. E, considerati i tempi trascorsi, sarebbe stato auspicabile vedere il parco pienamente operativo già prima.
Questo non significa sottrarsi al confronto sul merito delle scelte attuali. Al contrario, proprio perché abbiamo seguito da vicino la vicenda, chiediamo che siano chiariti alcuni aspetti del bando per la concessione decennale. Occorre capire se i costi e gli obblighi posti a carico del futuro gestore siano compatibili con un’effettiva sostenibilità economica dell’attività e con la necessità di garantire servizi accessibili alla comunità. L’avviso comprende infatti strutture e funzioni diverse, dall’area camper ai campi sportivi, dalla caffetteria agli spazi per attività culturali e di coworking, e prevede anche il completamento e l’allestimento di alcuni spazi. Sono elementi che meritano un’attenta valutazione, affinché il modello gestionale non diventi un ostacolo all’individuazione di operatori qualificati o alla piena fruizione pubblica del parco. Non mettiamo in discussione la necessità di affidare la gestione, ma chiediamo che condizioni economiche, investimenti richiesti e servizi attesi siano equilibrati e trasparenti.
Infine, avanzo una proposta che va oltre la polemica politica e guarda all’identità della città: perché non coinvolgere i cittadini nella scelta del nome ufficiale del parco attraverso un sondaggio pubblico? Serra Venerdì è legata alla storia dei quartieri nati nel contesto del risanamento dei Sassi e al trasferimento di tante famiglie materane, che lasciarono luoghi, relazioni e radici profonde per affrontare una trasformazione radicale della propria vita. A distanza di circa settant’anni da quella stagione, sarebbe bello che proprio questo nuovo spazio di incontro e socialità diventasse anche un luogo di memoria. Si potrebbe promuovere una consultazione aperta ai residenti, alle scuole, alle associazioni e agli studiosi, per individuare una denominazione capace di ricordare quella storia e restituirle il posto che merita nella memoria collettiva.
La mia soddisfazione per il recupero del parco resta piena. Ma la soddisfazione per un’opera pubblica non può diventare l’occasione per cancellare il percorso che l’ha resa possibile. Il Parco di Serra Venerdì è un patrimonio dei materani, non di una singola amministrazione. Proprio per questo, la sua storia deve essere raccontata per intero.

Domenico Bennardi

Lettera del 22 settembre 2023 alla Presidenza del Consiglio dei ministri, relativa agli interventi del Programma periferie urbane

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