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Che fine hanno fatto i Comitati di Quartiere e il regolamento sui Beni Comuni? La partecipazione rimane ancora al palo, solo silenzi e divisioni nella maggioranza Nicoletti

La partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica non può essere ridotta a un comodo slogan da sfoderare in campagna elettorale. Deve, al contrario, tradursi in atti concreti, delibere e in una visione politica coerente che, purtroppo, nell’attuale amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Nicoletti appare assente su troppi fronti. Ci chiediamo, con crescente attesa e insieme a tanti cittadini, a che punto sia realmente il percorso di attuazione dei comitati di quartiere. Non riusciamo a comprendere perché questa amministrazione, insediata ormai da oltre un anno, non ritenga tale strumento un pilastro fondamentale per la condivisione e la democrazia partecipativa, al pari di altri istituti di amministrazione condivisa come quello sui beni comuni, il cui iter nelle commissioni consiliari procede a rilento, seppur con un cammino costante.

La prima e unica commissione dedicata alla modifica dello statuto comunale per istituire i comitati di quartiere ha purtroppo confermato tutti i nostri timori. L’incontro, avvenuto alla presenza dell’assessore alla partecipazione, si è rivelato del tutto infruttuoso e ha messo in luce una maggioranza visibilmente divisa anche su questo tema, priva di una visione d’insieme e incapace di dare risposte concrete alla città. Dopo quella seduta è calata l’inerzia più totale, accompagnata da un silenzio imbarazzante. Emerge allora prepotente la domanda su che fine abbiano fatto le tante promesse sbandierate dal sindaco Nicoletti quando parlava dell’avvio di una nuova stagione per il coinvolgimento dei quartieri storici e delle periferie. I comitati di quartiere compaiono persino nelle linee programmatiche del sindaco, ma i bisogni reali di Matera continuano a rimanere sogni nel cassetto.

Una città come la nostra non ha bisogno di labirinti burocratici o di grandi adempimenti formali che finiscono solo per soffocare l’iniziativa spontanea. Siamo un piccolo capoluogo di sessantamila abitanti che deve puntare tutto sulla qualità della vita, sulla prossimità e sull’ascolto. È necessario, dunque, rimettere mano allo statuto comunale con coraggio e determinazione, avviando il processo di riconoscimento ufficiale delle associazioni di quartiere. Parliamo di realtà bellissime che già esistono a Matera e che vanno prontamente audite in commissione, perché operano quotidianamente sul territorio, creando aggregazione sociale con incontri e progetti di valore. Ora serve solo la volontà politica di riconoscerle, ringraziarle per il prezioso lavoro svolto e incoraggiarle, fornendo loro spazi adeguati e reali occasioni di confronto.

Parallelamente, anche il regolamento sui beni comuni deve giungere a compimento, pur seguendo un percorso autonomo. Da parte del Movimento 5 Stelle non ci saranno atteggiamenti contrari o rallentamenti strumentali, purché si arrivi a un testo di assoluta qualità per la comunità. Chiediamo con forza al sindaco e alla sua giunta di passare finalmente dalle parole ai fatti, abbandonando le esitazioni e restituendo ai materani quel ruolo di protagonisti che è stato loro promesso e che la nostra città merita pienamente.

Domenico Bennardi

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